Confartigianato Lombardia: il turismo esperienziale parte dalle botteghe artigiane

Confartigianato Lombardia: il turismo esperienziale parte dalle botteghe artigiane
Collegare i flussi turistici alle economie locali, portando i visitatori alla scoperta di botteghe, borghi e produzioni del territorio. È la proposta presentata da Confartigianato Lombardia al TTG Travel Experience 2026 di Rimini: un modello di turismo esperienziale che riconosce nelle micro e piccole imprese una risorsa per qualificare l’offerta e distribuire più ampiamente le opportunità economiche.
Lombardia al TTG: imprese e istituzioni a confronto
L’iniziativa lombarda ha aperto il programma dello spazio confederale il 14 ottobre, nella manifestazione internazionale dedicata al turismo che si è svolta alla Fiera di Rimini dal 14 al 16 ottobre.
Al centro dell’incontro “Artigianato e turismo esperienziale in Lombardia”, il contributo delle attività produttive alla valorizzazione delle destinazioni e alla costruzione di proposte legate alle identità locali.
Il confronto ha coinvolto Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia e vicepresidente vicario di Confartigianato, e Debora Massari, assessore regionale al Marketing territoriale, Turismo e Moda. Moderato da Mauro Parazzi, coordinatore del Team Turismo di Confartigianato Lombardia, l’incontro ha visto la partecipazione di Elena Riva, responsabile del Servizio Turismo e Sviluppo Associativo di Confartigianato Imprese Lecco e assessore del Comune di Bosisio Parini, e Francesco Milanesi, assessore del Comune di Lodi. Un’occasione per mettere in relazione rappresentanza delle imprese e istituzioni, affrontando il rapporto tra attrattività turistica, attività economiche e vitalità delle comunità.
Turismo esperienziale: dalle botteghe ai cammini
La proposta lombarda guarda oltre le destinazioni più conosciute. Borghi, piccoli centri, distretti produttivi e laboratori artigiani possono entrare nei percorsi di visita attraverso turismo lento, cammini, ciclovie, itinerari enogastronomici ed esperienze nelle imprese. L’obiettivo è collegare la scoperta dei luoghi alla conoscenza di chi vi lavora. Una produzione alimentare, una lavorazione tradizionale o un manufatto diventano così occasioni per comprendere il territorio attraverso le competenze e le persone che ne custodiscono e rinnovano l’identità. In questa prospettiva, l’artigianato partecipa all’intera filiera turistica: dalle produzioni agroalimentari alla manifattura di qualità, dall’accoglienza alla ristorazione e ai servizi, fino alla cura e manutenzione del patrimonio.
Massetti: distribuire meglio le opportunità
Il punto economico della proposta è stato richiamato da Massetti: «Non dobbiamo soltanto distribuire meglio i turisti: dobbiamo distribuire meglio le opportunità». Per il presidente di Confartigianato Lombardia, il turismo può diventare una leva di sviluppo quando coinvolge le attività locali e genera occasioni per chi vive e lavora nei territori. La bottega artigiana è dunque un’impresa che produce valore, occupazione e identità, da coinvolgere nella costruzione dell’offerta. Valorizzare le destinazioni meno frequentate significa anche sostenere le attività di prossimità, contribuire a mantenere vivi i piccoli centri e creare prospettive per i giovani.
Una rete per valorizzare l’artigianato lombardo
L’iniziativa si inserisce nel programma nazionale portato da Confartigianato al TTG, dove le associazioni territoriali hanno presentato progetti che hanno messo a fattor comune la collaborazione tra imprese, operatori turistici e comunità. Per la Lombardia, la prospettiva è trasformare il patrimonio artigiano diffuso in una proposta turistica riconoscibile, capace di dialogare anche con i mercati internazionali. Per le micro e piccole imprese, questo significa rafforzare le connessioni con la filiera dell’accoglienza e rendere produzioni e competenze parte integrante dell’esperienza di viaggio.














