Autotrasporto in crisi: il Governo convoca UNATRAS il 27 ottobre

Autotrasporto in crisi: il Governo convoca UNATRAS il 27 ottobre
Il confronto tra Governo e autotrasportatori riparte, ma le imprese chiedono soprattutto liquidità e tempi certi per gli aiuti. Dopo le sollecitazioni di UNATRAS, è stata convocata una riunione per il 27 ottobre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro restano il caro gasolio, le risorse non ancora disponibili e gli investimenti per il rinnovo dei mezzi.
La convocazione arriva dopo le richieste del coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto, di cui fa parte Confartigianato Trasporti. Come già raccontato nell’articolo pubblicato sul nostro sito, UNATRAS aveva sollecitato la ripresa del dialogo e l’attuazione degli impegni assunti a Palazzo Chigi il 22 maggio.
L’appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Parteciperanno anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri dell’Economia e delle Imprese e del Made in Italy.
«Finalmente a distanza di 5 mesi veniamo di nuovo convocati», sottolinea UNATRAS, dopo aver denunciato la mancata erogazione delle risorse e l’aggravarsi delle difficoltà per migliaia di imprese.
Caro gasolio e aiuti: il problema è la liquidità
Il nodo principale riguarda il divario tra gli stanziamenti annunciati e la loro effettiva disponibilità. Secondo UNATRAS, le imprese non hanno ancora beneficiato del credito d’imposta sul gasolio, per il quale sono stati destinati 434 milioni di euro.
Nell’intervista a Tgcom24, Sergio Lo Monte, segretario nazionale di Confartigianato Trasporti e di UNATRAS, richiama le conseguenze operative di questo ritardo: l’aumento del carburante e dei costi di gestione riduce i margini e mette in difficoltà la continuità del lavoro.
«Oggi il problema è la liquidità», afferma Lo Monte. Le risorse servono per rifornire i mezzi e continuare a effettuare i trasporti. Accanto allo sblocco degli aiuti già previsti, il rappresentante associativo chiede interventi adeguati alle difficoltà presenti.
Sul gasolio, UNATRAS sollecita inoltre l’estensione del price cap (tetto massimo al prezzo del carburante) anche agli acquisti extra-rete, attraverso i quali si riforniscono prevalentemente gli autotrasportatori.
Rinnovo dei mezzi e trasporto marittimo: le misure attese
Le richieste riguardano anche gli investimenti. Il coordinamento denuncia la mancata operatività del fondo da 590 milioni di euro per la transizione ecologica e il mancato sblocco dei 12 milioni per il 2025 e il 2026 destinati al rinnovo del parco veicolare.
Restano inoltre da pagare, secondo UNATRAS, i contributi del Sea Modal Shift (incentivo al trasferimento del trasporto delle merci dalla strada al mare) alle imprese che utilizzano le autostrade del mare. Per gli operatori insulari, ai rincari del carburante si aggiungono i maggiori costi trasferiti dagli armatori in relazione al sistema ETS (sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas serra).
Un altro punto ancora aperto è il confronto con le committenze presso la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica.
Lo Monte: protesta nei canali istituzionali e rispetto delle regole
Nell’intervista, Lo Monte ribadisce la necessità di mantenere le rivendicazioni nei canali istituzionali, rispettando le regole previste per le iniziative di protesta e condannando gli episodi violenti.
La convocazione rappresenta dunque un primo segnale di attenzione. Per le piccole imprese dell’autotrasporto, però, il risultato si misurerà sulla disponibilità effettiva degli aiuti e sulla possibilità di programmare gli investimenti. Servono provvedimenti attuativi e date certe, perché il confronto produca risposte concrete alla crisi.














