Mercato del lavoro a Pavia: assunzioni in calo, ma il saldo resta positivo

13 maggio 2026

Mercato del lavoro a Pavia: assunzioni in calo, ma il saldo resta positivo

Nel mercato del lavoro pavese emergono segnali contrastanti. Da un lato, a gennaio 2026 si registra una flessione delle assunzioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; dall’altro, il saldo tra avviamenti e cessazioni resta positivo. Un quadro che racconta un mercato ancora dinamico, ma attraversato da elementi di rallentamento che meritano attenzione, soprattutto per il tessuto delle piccole imprese.

Lavoro a Pavia: meno assunzioni rispetto al 2025

Secondo il Bollettino mensile del lavoro della Provincia di Pavia, nel mese di gennaio 2026 gli avviamenti al lavoro sono stati 7.036, contro gli 8.156 registrati a gennaio 2025, con una contrazione del 13,73%. Le cessazioni si attestano invece a 4.738, in lieve diminuzione rispetto alle 4.829 dell’anno precedente (-1,88%). Il saldo occupazionale resta quindi positivo, con 2.298 unità, anche se inferiore rispetto alle 3.327 dello stesso mese del 2025. Il dato suggerisce un mercato che continua a generare occupazione, ma con un ritmo meno intenso rispetto a dodici mesi fa.

Contratti a termine protagonisti del mercato del lavoro pavese

A conferma di una dinamica occupazionale ancora fortemente orientata alla flessibilità, il contratto a tempo determinato rappresenta la formula più utilizzata, con 3.848 attivazioni, pari al 54,7% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato con 1.309 avviamenti (18,6%) e la somministrazione con 993 rapporti attivati (14,1%). Più contenuto il ricorso al lavoro intermittente, al lavoro domestico e alle collaborazioni.

Per le imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni, questa distribuzione riflette la necessità di mantenere elasticità organizzativa in un contesto economico che continua a presentare margini di incertezza.

Commercio e servizi trainano le assunzioni a Pavia

La parte più consistente degli avviamenti si concentra nel comparto commercio e servizi, che raccoglie 4.510 assunzioni, pari al 64,1% del totale provinciale. Seguono industria con 1.031 avviamenti, agricoltura con 959 e costruzioni con 536. Guardando ai singoli comparti, le attività manifatturiere risultano il primo settore per numero di assunzioni con 1.030 avviamenti, seguite da agricoltura, trasporto e magazzinaggio, istruzione e costruzioni. Un dato particolarmente interessante per il sistema delle micro e piccole imprese del territorio, considerando il peso che manifattura, edilizia, trasporti e servizi hanno nell’economia pavese.

Le professioni più richieste nel territorio pavese

Tra i profili maggiormente richiesti emergono le professioni non qualificate nel commercio e nei servizi, che rappresentano il 10,8% degli avviamenti, seguite dagli addetti alla gestione amministrativa, contabile e finanziaria e dalle professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione.

Tra i contratti a tempo indeterminato spiccano invece, oltre alle professioni non qualificate nel commercio e nei servizi, le professioni tecniche nelle scienze della salute e della vita e gli addetti alle funzioni di segreteria e alle macchine da ufficio.

Le implicazioni per le PMI

Il quadro che emerge è quello di un mercato del lavoro che mantiene una capacità di assorbimento significativa, ma mostra segnali di raffreddamento. Per le piccole imprese il tema non è soltanto quantitativo, ma qualitativo: trovare competenze adeguate resta una delle sfide più rilevanti, soprattutto nei comparti tecnici e produttivi. Il mercato del lavoro pavese continua dunque a muoversi, ma il rallentamento degli avviamenti suggerisce prudenza. Per il sistema delle PMI, leggere tempestivamente questi segnali significa poter adattare strategie di crescita, organizzazione e ricerca del personale.

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