AREA PAVESE: UN TERRITORIO “QUASI” A MISURA DI START UP”

29 aprile 2024

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AREA PAVESE: UN TERRITORIO “QUASI” A MISURA DI START UP 


La terziarizzazione dell’economia ha fornito un contributo rilevante alla demografia d’impresa ma restano da sciogliere i nodi delle infrastrutture digitali e stradali  

La demografia d’impresa nell’area pavese gode di buona salute: questa è la diagnosi dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia che ha misurato nella ricerca “Tendenze e prospettive per la provincia di Pavia” una serie di trend congiunturali relativi all’economia del nostro territorio con particolare riferimento all’area del Pavese.

Nell’area pavese si è infatti registrato nel corso del 2023 un saldo positivo di 118 imprese originato dalla differenza tra il numero di nuove iscrizioni (925) e il numero di cessazioni (807) con un tasso di crescita dello 0,78%.

E’ proprio l’area pavese a trainare il territorio provinciale a fronte del dato negativo fatto registrare dall’Oltrepò pavese con una decrescita dello 0,43% e una perdita di 58 imprese e la crescita più moderata della Lomellina che si attesta sullo 0,10% (+16 imprese).

La dinamica settoriale

La ricerca ha poi approfondito la dinamica settoriale delle imprese effettuata per codici ATECO evidenziando le peculiarità dell’area pavese che cresce nei macrosettori delle costruzioni (+1%) e dei servizi (+0,6) ma perde terreno nel manifatturiero (-0,7%) confermando la vocazione alla terziarizzazione e rispecchiando l’andamento del dato provinciale (-1,4 manifatturiero; +1,3 costruzioni; +0,2 servizi).  Da sottolineare che nel dato dell’area pavese figurano attualmente ben 698 imprese in attesa di classificazione: questa mancata assegnazione del codice merceologico che potrebbe meglio chiarire la demografia settoriale del territorio è da attribuire ai tempi tecnici necessari alla Camera di Commercio per aggiornare il dato riferito alle nuove imprese.

La demografia d'impresa per comune di appartenenza

Un ulteriore aspetto indagato dalla ricerca di Confartigianato riguarda l’analisi della dinamica delle imprese per comune di appartenenza che ci consente di capire quali sono gli enti locali più attrattivi nella provincia di Pavia e in particolare nell’area del pavese. Nell’area pavese è la città di Pavia a far registrare il dato più positivo con un incremento di 29 nuove imprese, seguita da Travacò Siccomario (+15), Bornasco (+11) e Landriano (+10).

Il trend positivo registrato dalla demografia d’impresa nell’area pavese potrebbe generare un’ulteriore spinta verso la competitività agendo da volano per una maggiore attrattività del nostro territorio provinciale?

Sono due i fattori che attualmente costituiscono per diverse ragioni un freno allo sviluppo del territorio provinciale ma che se venissero migliorati e potenziati potrebbero contribuire in modo significativo al suo sviluppo: le infrastrutture digitali e le infrastrutture stradali.

Per quanto riguarda il primo tema possiamo fornire i dati di una ricerca condotta da AGCOM che ha misurato il livello di tecnologia FTTH (Fiber to the home) utilizzata nella nostra provincia. La terminologia FTTH (fiber to the home) e FTTO (Fiber to the office) indicano tutti quei collegamenti in cui la Fibra Ottica partendo dalle centrale, arriva direttamente all’interno della casa o dell’ufficio dell’utente garantendo prestazioni ultraveloci di almeno 1 Gbps. Da questo punto di vista la provincia di Pavia risulta essere quella che presenta la quota minore di utenti dotati di collegamento in fibra in Lombardia (solo il 35%), inferiore di ben 43 punti rispetto a Milano che è attualmente il territorio lombardo più performante sotto questo aspetto. Ulteriore dato negativo: la nostra provincia è il fanalino di coda anche per capacità di raggiungimento di una velocità di download di almeno 100 Mbit/s con le tecnologie di rete cablata (connessione via cavo). Solo il 74% delle famiglie può fruire di questa tecnologia.

Questi numeri fanno la differenza in termini di competitività in particolar modo quando si presentano situazioni dove la tecnologia disponibile è ancora FTTCAB con la fibra ottica che si ferma alla centralina sulla strada e la velocità effettiva di connessione – dichiarata in 200 mega - dipende in realtà dalla distanza tra la centralina e l’ufficio o l’abitazione da raggiungere con il rame o addirittura casi in cui sopravvive l’adsl a 20 mega.

Per chi si interroga sui motivi che relegano la provincia di Pavia fanalino di coda a livello di infrastrutture digitali occorre innanzitutto considerare che il Governo se da una parte introduce strumenti per promuovere i servizi digitali (PNRR su tutti) dall’altra attua strategie che in linea generale privilegiano territori ad alta concentrazione di popolazione e di impresa in sintonia con i fornitori incaricati della realizzazione della rete fisica. Da questo punto di vista la conformazione territoriale della nostra provincia ci ha fortemente penalizzati contribuendo a creare quella disparità digitale che gioca un ruolo fondamentale nella scelte aziendali di insediamento.

Allo stesso tempo non possiamo trascurare l’ancora basso livello di informatizzazione delle imprese, un problema di tipo culturale che condiziona pesantemente le scelte di investimento. Se non ci si convince che la parte IT costituisce  la continuazione del patrimonio di attrezzature fisiche in capo all’azienda, se non si conoscono le nuove opportunità offerte dalle tecnologie di comunicazione restando ancorati ad una rete analogica che ha prezzi troppo elevati rispetto alle performance garantite, se non si coglie l’importanza di proteggere il patrimonio di dati aziendali con una rete sicura (cyber security) si rischia irrimediabilmente di perdere quote significative di mercato. 

Per quanto riguarda l’aspetto delle infrastrutture stradali, ci siamo focalizzati sulle peculiarità della nostra rete stradale: i 1.730 km di strade provinciali rappresentano un primato lombardo in fatto di estensione chilometrica solamente sfiorato da provincie ben più sviluppate sotto l’aspetto economico come Bergamo e Brescia tuttavia resta il nodo delle precarie condizioni in cui versano queste vie di percorrenza che sicuramente costituisce un ulteriore deterrente per nuovi insediamenti.

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