Energia, contratti non richiesti e mercato libero: cosa devono sapere le imprese

8 giugno 2026

Energia, contratti non richiesti e mercato libero: cosa devono sapere le imprese


Il mercato dell’energia entra in una nuova fase, tra il contrasto ai contratti non richiesti e il prossimo passaggio dal Servizio a Tutele Graduali al mercato libero. Per micro e piccole imprese diventa essenziale controllare le comunicazioni ricevute, verificare i contratti attivi e agire rapidamente in caso di forniture non riconosciute

Può accadere che un’impresa riceva fatture da un venditore di energia elettrica con il quale ritiene di non avere mai concluso alcun contratto. In questi casi, il punto di partenza è chiaro: non è il cliente a dover dimostrare di non avere aderito, ma il venditore a dover provare la valida conclusione del contratto, l’identità del soggetto che avrebbe aderito e il rispetto delle formalità previste.

Per le imprese, che rientrano tra i clienti non domestici, non si applicano le stesse tutele rafforzate previste dal Codice del Consumo per i clienti domestici. Resta però fermo il principio dell’onere della prova a carico del venditore. Il reclamo deve contestare il contratto e le fatture, chiedere copia della documentazione, la prova del consenso e la sospensione della fatturazione e delle eventuali attività di recupero del credito.

Il termine indicato dal TIRV (Testo Integrato delle misure preventive e ripristinatorie nei casi di contratti e attivazioni non richiesti) per il cliente non domestico è di 30 giorni dalla data in cui ha avuto conoscenza del contratto o dell’attivazione contestata. Anche il venditore deve rispondere entro 30 giorni dal ricevimento del reclamo. La tempestività, quindi, non è un dettaglio formale: è la condizione per accedere alle procedure speciali previste dalla regolazione ARERA.

Telemarketing energetico: dal 19 giugno 2026 nuove regole per i domestici

Dal 19 giugno 2026, per effetto del Decreto Bollette, il telemarketing energetico verso i clienti domestici è vietato, salvo richiesta diretta o consenso specifico del consumatore. I contratti conclusi in violazione di queste regole sono colpiti da nullità.

La novità riguarda i clienti domestici, ma il tema interessa anche le imprese perché conferma una tendenza più generale: nel mercato dell’energia il consenso deve essere tracciabile, documentato e verificabile. Per questo è opportuno conservare comunicazioni, proposte, registrazioni eventualmente ricevute e verificare con attenzione ogni cambio di fornitore non riconosciuto.

Servizio a Tutele Graduali: il passaggio al mercato libero

Un altro passaggio decisivo riguarda il STG (Servizio a Tutele Graduali). Alla scadenza dell’attuale periodo di assegnazione, prevista per il 1° aprile 2027, i clienti che non avranno scelto autonomamente un’offerta nel mercato libero saranno trasferiti automaticamente all’offerta proposta dal proprio attuale esercente STG.

Il meccanismo riguarda anche  53.000 piccole imprese e  654.000 microimprese, oltre a tre milioni di clienti domestici. In assenza di una scelta diversa, la fornitura proseguirà con lo stesso venditore, ma alle condizioni della “migliore offerta” di mercato libero individuata dall’operatore.

Secondo il documento di posizionamento congiunto di Confartigianato, CNA e Casartigiani sul DCO (Documento di consultazione ARERA) 130/2026, è necessario che la migliore offerta venga costruita sulla base del consumo effettivo del cliente. Le Confederazioni chiedono inoltre che sia riconosciuto un ruolo alle associazioni di rappresentanza nell’assistenza alle imprese associate, per aiutarle a comprendere le proposte ricevute e a scegliere con maggiore consapevolezza.

Energia e PMI: controllare prima di subire

Per le piccole imprese il contratto di energia non è una pratica qualunque: incide sui costi, sulla continuità operativa e sulla programmazione quotidiana. Di fronte a un mercato sempre più complesso, la prima tutela resta la verifica puntuale di ciò che si firma, si riceve e si paga. Agire subito, chiedere documenti e non lasciare senza risposta una fattura sospetta può fare la differenza tra una contestazione gestibile e un problema destinato a pesare sull’attività.

4 settembre 2026
NEWSLETTER N. 26-2026 CONFARTIGIANATO PAVIA
Autore: Pietro Rizzi 2 settembre 2026
Il Rapporto economico provinciale 2025 fotografa imprese, occupazione ed export a Pavia, evidenziando il ruolo delle microimprese artigiane.
Autore: Pietro Rizzi 1 settembre 2026
Nei primi quattro mesi della guerra del Golfo l’export italiano verso il Medio Oriente perde 2,2 miliardi. Moda e piccole imprese tra le più colpite.
Autore: Pietro Rizzi 31 agosto 2026
Bonus gasolio 2026: domande dal 1° al 15 settembre, acquisti agevolati fino ad agosto e risorse complessive per 386,2 milioni di euro.
Autore: Pietro Rizzi 31 agosto 2026
Il Global Gas Report 2026 analizza domanda, offerta, prezzi e futuro del gas naturale tra sicurezza energetica, innovazione e riduzione delle emissioni.
Autore: Pietro Rizzi 28 agosto 2026
NEWSLETTER N. 25-2026 CONFARTIGIANATO PAVIA
Autore: Pietro Rizzi 27 agosto 2026
Crescono IA e artigianato digitale, ma alle imprese italiane mancano 316mila lavoratori con competenze tecnologiche avanzate.
Autore: Pietro Rizzi 26 agosto 2026
In Lombardia 33.341 imprese artigiane lavorano nei settori legati al turismo. A Pavia sono 1.687, con 3.487 addetti.
Autore: Pietro Rizzi 11 agosto 2026
Ad aprile 2026 a Pavia 5.513 avviamenti e 4.653 cessazioni. Saldo in crescita del 24,5%. I dati su settori, tirocini e apprendistato.
Autore: Pietro Rizzi 10 agosto 2026
AI Act e articolo 50: prime indicazioni Confartigianato su trasparenza, contenuti generati con IA e adempimenti per fotografi e grafici.