Caro carburanti: Confartigianato Trasporti chiede al Governo misure urgenti per salvare l’autotrasporto

16 marzo 2026

Caro carburanti: Confartigianato Trasporti chiede al Governo misure urgenti per salvare l’autotrasporto

Il vertiginoso aumento del prezzo del gasolio torna a mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto italiano. Confartigianato Trasporti, insieme alle organizzazioni riunite nel coordinamento unitario dell’autotrasporto UNATRAS, ha portato all’attenzione del Governo la gravità della situazione, chiedendo interventi immediati per sostenere le imprese e garantire la continuità della logistica nazionale.

Il tema è stato affrontato nel corso di un incontro convocato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il Viceministro Edoardo Rixi, al quale le associazioni del settore hanno illustrato le difficoltà che stanno affrontando migliaia di aziende a causa dell’impennata del costo del carburante registrata nelle ultime settimane.

Gasolio oltre i 2 euro al litro: autotrasporto in difficoltà

Secondo quanto evidenziato da Confartigianato Trasporti, da circa due settimane il prezzo del gasolio ha superato in molte aree del Paese la soglia dei 2 euro al litro, una situazione che sta mettendo in seria difficoltà le imprese di autotrasporto.

«Su quasi tutto il territorio nazionale si registra una quotazione abbondantemente superiore ai 2 euro al litro – denuncia il Presidente di Confartigianato Trasporti Claudio Riva – e migliaia di imprese sono impossibilitate a ribaltare i maggiori costi sui committenti».

Il risultato è una progressiva erosione della liquidità delle aziende, che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi operativi quotidiani.

Il rischio di fermo dei mezzi e blocco della logistica

Nel corso dell’incontro, UNATRAS ha sottolineato come l’attuale situazione sia resa ancora più critica dalla presenza di possibili fenomeni speculativi sul prezzo dei carburanti.

Molte imprese di autotrasporto, infatti, stanno esaurendo le risorse finanziarie necessarie per far fronte alle spese aggiuntive. Se il trend dei prezzi dovesse proseguire senza interventi, il rischio concreto è che numerose aziende siano costrette a fermare i propri mezzi nei piazzali, con ripercussioni immediate sull’intera economia.

Il trasporto su gomma rappresenta infatti una componente essenziale della filiera produttiva italiana: un rallentamento o un blocco del settore avrebbe effetti diretti sulla distribuzione delle merci e sul funzionamento dei sistemi produttivi.

Le richieste di Confartigianato Trasporti e UNATRAS al Governo

Per affrontare l’emergenza legata al caro carburanti, il coordinamento UNATRAS – di cui Confartigianato Trasporti detiene la segreteria generale con Sergio Lo Monte – ha avanzato al Governo alcune proposte operative.

Tra le principali richieste figurano:

  • la possibilità di utilizzare immediatamente il rimborso trimestrale delle accise, senza attendere i 60 giorni previsti per il silenzio-assenso;
  • la sospensione temporanea dei versamenti fiscali, previdenziali e contributivi per garantire liquidità alle imprese;
  • l’introduzione di un credito d’imposta straordinario per compensare i maggiori costi sostenuti per l’acquisto dei carburanti, misura già adottata durante la crisi legata alla guerra russo-ucraina;
  • l’adeguamento del costo del carburante nei valori indicativi dei costi di esercizio, che devono essere aggiornati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e risultano cogenti nei contratti in forma non scritta;
  • la valorizzazione della clausola di fuel surcharge nei contratti scritti (un meccanismo che consente di adeguare automaticamente il prezzo del trasporto alle variazioni del costo del carburante), pena la nullità del contratto;
  • il proseguimento del tavolo di confronto per monitorare l’evoluzione della situazione emergenziale, con il coinvolgimento di “Mr. Prezzi” e degli altri ministeri competenti.

Apertura del Governo al confronto

Nel corso dell’incontro il Viceministro Edoardo Rixi ha riconosciuto la delicatezza del momento e il ruolo strategico dell’autotrasporto per il funzionamento dell’economia nazionale.

Per questo ha chiesto alle associazioni di categoria di fornire indicazioni puntuali da trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di valutare rapidamente possibili interventi e l’eventuale inserimento delle misure richieste nei prossimi provvedimenti del Governo.

Il confronto tra istituzioni e rappresentanze dell’autotrasporto proseguirà quindi nei prossimi giorni, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per sostenere un comparto che rappresenta una infrastruttura essenziale per il sistema produttivo del Paese.

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