Conflitto in Medio Oriente: 8,2 miliardi di export lombardo a rischio

3 marzo 2026

Conflitto in Medio Oriente: 8,2 miliardi di export lombardo a rischio


La Lombardia quarta regione più esposta: pesa l’energia e frenano le prospettive di crescita

Il conflitto divampato in Medio Oriente coinvolge un’area strategica per l’economia italiana e, in modo particolare, per la Lombardia. Secondo l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, nei dodici mesi terminanti a settembre 2025 l’export manifatturiero lombardo verso i Paesi dell’area ha raggiunto 8.159 milioni di euro, pari al 9,8% dell’export regionale complessivo. Un dato che colloca la Lombardia al quarto posto tra le regioni italiane più esposte, dopo Toscana, Emilia-Romagna e Veneto.

A livello nazionale, l’export manifatturiero italiano verso il Medio Oriente vale 27,3 miliardi di euro, pari al 4,5% del totale.

I mercati più rilevanti per il made in Lombardia

Tra i principali partner commerciali figurano Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, seguiti da Qatar, Kuwait e Oman, mercati che nel 2025 hanno mostrato dinamiche di crescita significative. Al contrario, si registra un calo delle esportazioni verso Iran e Bahrein. I settori maggiormente coinvolti sono:

  • macchinari e apparecchiature (30,9% dell’export verso l’area),
  • prodotti chimici,
  • metallurgia,
  • apparecchiature elettriche

Non va dimenticato il contributo delle micro e piccole imprese: comparti come alimentare, moda, legno-arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria rappresentano oltre un quarto delle esportazioni manifatturiere lombarde verso il Medio Oriente.

Energia e rischio recessione

Il Medio Oriente genera il 34,9% delle esportazioni mondiali di petrolio e il 42% del greggio. Attraverso lo Stretto di Hormuz transita oltre un quarto del commercio mondiale di petrolio. Nel 2025 l’Italia ha importato dall’area 15.966 milioni di euro di beni energetici, pari al 27,4% dell’import totale di petrolio e gas naturale Il Qatar, in particolare, è il secondo fornitore di GNL per il nostro Paese. Un eventuale shock dei prezzi energetici potrebbe incidere sulla crescita: secondo lo scenario di rischio del Piano strutturale di bilancio, un aumento delle quotazioni di petrolio e gas ridurrebbe il PIL di 0,1 punti nel primo anno e di 0,2 nel secondo.

Le ricadute sui territori lombardi

Milano guida la classifica provinciale con 3.416 milioni di euro di export verso l’area, seguita da Bergamo, Varese e Brescia. La provincia di Pavia registra 183 milioni di euro, con una flessione dell’11,4% nei primi nove mesi del 2025. Numeri che confermano quanto il Medio Oriente sia un mercato cruciale per il sistema produttivo lombardo. In un contesto di forte incertezza geopolitica, la stabilità dei mercati energetici e commerciali resta una condizione essenziale per sostenere la crescita e la competitività delle imprese.

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