Costi in aumento e margini sotto pressione: cosa dice il bilancio 2025 dell’artigianato lombardo
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Costi in aumento e margini sotto pressione: cosa dice il bilancio 2025 dell’artigianato lombardo
Il 2025 si chiude con un bilancio complesso per le micro e piccole imprese lombarde, strette tra l’aumento dei costi e una domanda ancora debole, ma capaci di reagire con scelte improntate alla tenuta e alla responsabilità. È il quadro che emerge dal Sondaggio d’ascolto “Bilancio 2025 e Aspettative 2026 delle MPMI lombarde” realizzato da Confartigianato Lombardia, che ha coinvolto 1.366 imprese artigiane e MPI del territorio.
Fatturato in flessione, pesa il manifatturiero
Nel 2025 il fatturato complessivo delle micro e piccole imprese lombarde registra una contrazione dell’1,5% rispetto all’anno precedente. A incidere maggiormente è il comparto manifatturiero, che segna una flessione del 3,6%, seguito dalle costruzioni (-2,7%). I servizi mostrano invece una lieve crescita (+0,7%), confermandosi il settore più resiliente. Le difficoltà più marcate riguardano pelli e calzature, tessile, fabbricazione di macchinari e prodotti in metallo.
Tra rincari, carenza di manodopera e consumi in frenata
Tra le principali criticità segnalate dalle imprese spicca l’aumento dei costi di produzione, indicato dal 63% degli intervistati, con un peso crescente di energia, materie prime e assicurazioni. Restano centrali anche la carenza di manodopera qualificata (41,4%) e la concorrenza di prezzo, spesso aggravata dalla presenza di abusivismo. A tutto questo si aggiunge una domanda interna debole e un contesto internazionale instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal rallentamento del mercato tedesco.
Meno produzione, ma l’occupazione resta stabile
Un dato significativo riguarda il lavoro: nonostante il calo della produzione, il 68% delle imprese ha mantenuto invariato l’organico. Una scelta dettata soprattutto dalla difficoltà nel reperire personale qualificato, che spinge molti imprenditori a difendere le competenze già presenti in azienda anche in una fase di rallentamento. In particolare nel settore delle costruzioni, la carenza di manodopera continua a rappresentare un limite strutturale allo sviluppo.
Puntare su qualità e investimenti conviene più del ribasso dei prezzi
Guardando alle scelte compiute nel 2025, gli imprenditori indicano come più efficaci gli investimenti in nuovi macchinari e attrezzature, la digitalizzazione dei processi e la formazione del personale. Al contrario, vengono giudicate negativamente le decisioni di accettare lavori a basso margine o sottocosto, di non adeguare i prezzi all’aumento dei costi e di concedere pagamenti troppo lunghi: strategie che nel tempo finiscono per erodere la solidità dell’impresa.
PNRR e Olimpiadi: opportunità selettive
Il 15,4% delle micro e piccole imprese lombarde è stato coinvolto in progetti finanziati con risorse del PNRR. Per queste realtà il 2025 si chiude con una crescita del fatturato del 2,6%, in netta controtendenza rispetto al dato medio. Più limitata, ma significativa per alcuni comparti, la percezione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 come opportunità: la quota cresce tra le imprese legate al turismo, ai servizi e alle infrastrutture.
2026: attese di stabilità, ma clima prudente
Per il 2026 prevale un’attesa di stabilità su occupazione, ordini e commesse. Tuttavia, i saldi previsionali restano negativi soprattutto su margini di profitto e investimenti, segnalando un clima di cautela. Un atteggiamento comprensibile che richiama la necessità di politiche economiche capaci di sostenere gli investimenti e offrire un orizzonte di fiducia alle micro e piccole imprese, vero pilastro del sistema produttivo lombardo.














