Violenza di genere, il valore delle “Sentinelle” nelle professioni del benessere
This is a subtitle for your new post

Violenza di genere, il valore delle “Sentinelle” nelle professioni del benessere
Professioniste del benessere come possibili sentinelle contro la violenza di genere. È questo il cuore dell’incontro dedicato al progetto “Sentinelle nelle professioni del benessere”, svoltosi lunedì 9 marzo nell’Aula Magna del Seminario Vescovile di Pavia. L’iniziativa, di carattere nazionale, è stata promossa dal Soroptimist Club Pavia in collaborazione con Confartigianato Imprese Pavia e punta a rafforzare la capacità di intercettare segnali di disagio e violenza nelle relazioni quotidiane.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che esistono luoghi e professioni capaci, più di altri, di cogliere situazioni di fragilità. Estetiste, parrucchiere e operatori del benessere, grazie al rapporto di fiducia che instaurano con la clientela, possono infatti diventare figure preziose nell’ascolto e nell’orientamento delle donne che vivono situazioni di violenza e non riescono, da sole, a uscirne.
In questo percorso Confartigianato Imprese Pavia ha mostrato fin da subito grande sensibilità verso il tema, comprendendo quanto il mondo delle professioni del benessere possa rappresentare un presidio umano importante.
L’iniziativa si inserisce in una rete di collaborazioni ampia e significativa. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Comune di Pavia, rappresentato dall’assessora alle Pari Opportunità e Intercultura Alessandra Fucillo, per la vicinanza e il sostegno costante, così come al Centro antiviolenza Liberamente, all’Arma dei Carabinieri, ad ATS, all’Ordine dei Medici e a tutti i soggetti che, con la loro presenza e competenza, rendono possibile un progetto che ha un forte valore sociale e civile.
Ad aprire i lavori è stata Beatrice Zavattoni, presidente del Soroptimist Club Pavia, che ha ricordato come l’iniziativa nasca dall’idea di coinvolgere professionisti del benessere nella rete di prevenzione della violenza di genere. «Questi luoghi – ha sottolineato – sono spesso spazi di confidenza e fiducia. Qui le donne possono trovare un primo ascolto e ricevere informazioni utili per orientarsi verso i servizi competenti». Zavattoni ha inoltre richiamato l’impegno del Soroptimist anche attraverso il progetto “Una stanza tutta per sé”, che ha portato alla realizzazione di centinaia di spazi protetti nelle caserme e nei presìdi di polizia per accogliere le vittime di violenza in ambienti più riservati e accoglienti.
Nel suo intervento l’assessora alle Pari Opportunità e Intercultura del Comune di Pavia, Alessandra Fucillo, ha richiamato il significato profondo dell’8 marzo, non come ricorrenza celebrativa ma come giornata di consapevolezza e di diritti. Ha sottolineato l’importanza della rete interistituzionale antiviolenza del Comune di Pavia, che coinvolge enti pubblici, forze dell’ordine, servizi sanitari e centri specializzati con l’obiettivo di prevenire la violenza e accompagnare le donne nei percorsi di uscita dalle situazioni di maltrattamento.
Anche il presidente di Confartigianato Imprese Pavia ha rimarcato la ragione profonda della partecipazione dell’associazione a questo progetto: il legame storico tra il mondo dell’artigianato e la dimensione familiare e sociale. «Le imprese artigiane – ha evidenziato – sono luoghi di lavoro ma anche spazi di relazione e comunità. Per questo è naturale che Confartigianato sostenga iniziative che promuovono il rispetto, la dignità e la sicurezza delle persone».
Un contributo scientifico è arrivato dalla professoressa Maria Assunta Zanetti, docente universitaria e tra le promotrici del progetto, che ha spiegato come l’obiettivo sia quello di creare una rete informale di sentinelle capaci di riconoscere i segnali della violenza e orientare le donne verso i servizi di supporto. «Non si tratta di sostituirsi ai professionisti dei centri antiviolenza – ha precisato – ma di offrire un primo livello di ascolto e consapevolezza».
La ricercatrice Sara Martelli ha illustrato invece i dati e le dinamiche della violenza di genere, sottolineando come il fenomeno non riguardi soltanto l’aggressione fisica. «La violenza può essere psicologica, economica, sessuale o digitale – ha spiegato – e spesso si manifesta attraverso comportamenti che vengono erroneamente interpretati come segni d’amore, come il controllo degli spostamenti o della vita privata».
Il funzionamento dei percorsi di supporto è stato approfondito da Lucia Nicola, vicepresidente del Centro antiviolenza Liberamente di Pavia, che ha spiegato il ruolo fondamentale dell’ascolto e della presa in carico delle vittime. «Il nostro lavoro – ha sottolineato – consiste nel restituire alle donne consapevolezza e autonomia, rispettando i loro tempi e accompagnandole in un percorso di uscita dalla violenza».
Durante l’incontro sono intervenuti anche rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, in particolare il Capitano Adriano Ravera e la Marescialla Giada Gaggiotti, che hanno illustrato il ruolo delle forze dell’ordine nel contrasto alla violenza di genere e nell’accoglienza delle vittime. Nel loro intervento hanno spiegato come, negli ultimi anni, il quadro normativo si sia progressivamente rafforzato, a partire dall’introduzione del reato di stalking fino alle misure previste dal cosiddetto Codice Rosso, che impone tempi più rapidi di intervento da parte dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine. Ravera e Gaggiotti hanno inoltre sottolineato l’importanza dell’ascolto attento e della tutela delle persone vulnerabili, evidenziando come il primo contatto con le istituzioni sia spesso decisivo per avviare un percorso di protezione e supporto. In questo senso hanno richiamato anche il valore della collaborazione con le reti territoriali e con i centri antiviolenza, fondamentali per accompagnare le donne verso una piena presa in carico e garantire loro strumenti concreti di sicurezza e autonomia.
Infine il medico di medicina generale Stefano Cartasegna ha ricordato come la violenza contro le donne sia anche un problema sanitario. «Spesso il medico di famiglia – ha spiegato – è tra i primi a cogliere segnali di disagio o di maltrattamento. Per questo la collaborazione con la rete dei servizi territoriali è fondamentale».
A chiudere il convegno è stata la testimonianza intensa di una donna sopravvissuta a un tentato femminicidio. Nel suo racconto ha ripercorso il progressivo isolamento vissuto dopo il matrimonio: il trasferimento in un’altra regione, l’abbandono della propria attività professionale e il lento emergere di comportamenti di controllo inizialmente scambiati per gelosia. Con il tempo la situazione è degenerata in una forma sempre più pesante di violenza psicologica, fatta di limitazioni nella vita sociale, controllo degli spostamenti e tentativi sistematici di privarla della propria autonomia.
La donna ha raccontato il momento della fuga e la difficoltà di chiedere aiuto quando ci si trova completamente soli. In quella fase, ha spiegato, ha trovato sostegno in persone che non avrebbe mai immaginato potessero tenderle una mano, scoprendo una solidarietà concreta e inaspettata. Un passaggio del suo intervento ha colpito particolarmente il pubblico: tra i primi a offrirle un aiuto reale ci sono stati anche uomini, segno che il contrasto alla violenza non può essere affidato solo alla solidarietà femminile, ma richiede l’impegno e la responsabilità dell’intera comunità.
Dopo la fuga sono arrivati la denuncia e il processo, affrontati non senza paura e fatica, ma sostenuti dalla convinzione di avere dalla propria parte la verità. Oggi quella storia si conclude con una frase semplice e carica di significato: «Finalmente sono felice», il segno di una libertà ritrovata dopo anni di controllo, paura e silenzio.
Il messaggio conclusivo dell’incontro è stato chiaro: ascoltare, non giudicare, credere e orientare. Le sentinelle non sostituiscono i servizi specialistici, ma possono rappresentare il primo anello di una catena di aiuto. In quella prima parola giusta, in quell’ascolto discreto e in quell’informazione data con umanità può iniziare per una donna un percorso nuovo di libertà e consapevolezza.





















