Ponte di Bressana: nuovi orari e ristori per le imprese

Ponte di Bressana: nuovi orari e ristori per le imprese
Il confronto del 16 giugno in Provincia ha riaperto il dossier sul Ponte di Bressana, nodo viabilistico decisivo per il collegamento tra Pavia e Oltrepò. Le Associazioni artigiane chiedono tempi certi, misure di ristoro e una rimodulazione delle fasce orarie di transito per ridurre l’impatto della chiusura sulle imprese
Martedì 16 giugno, presso la Provincia di Pavia, si è svolto un nuovo incontro tra il Presidente della Provincia Giovanni Palli e le Associazioni dell’artigianato del territorio: CNA, Confartigianato Imprese Pavia, CLAAI e Associazione Artigiani Oltrepò Lombardo. Al centro del tavolo, ancora una volta, le conseguenze della chiusura del Ponte di Bressana, che da oltre un anno pesa sull’organizzazione quotidiana delle imprese.
Il tema non riguarda soltanto la viabilità. Per molte aziende artigiane e piccole imprese, il ponte rappresenta un’infrastruttura essenziale per raggiungere cantieri, clienti, fornitori e sedi operative. Ogni deviazione si traduce in tempi più lunghi, costi aggiuntivi di carburante, maggiori pedaggi e difficoltà nella programmazione del lavoro.
Ristori e pedaggi: le richieste delle imprese
Nel documento presentato prima dell’incontro, le associazioni hanno chiesto riscontri puntuali sulle misure di ristoro per le imprese penalizzate dalla chiusura, con particolare attenzione ai pedaggi sostenuti a causa dei percorsi alternativi. Una questione particolarmente rilevante per l’autotrasporto e per tutte le attività che vivono di spostamenti quotidiani.
Durante il confronto, la Provincia ha confermato il proprio ruolo di raccordo con i parlamentari pavesi e, in particolare, con l’On. Alessandro Cattaneo, che ha portato il tema all’attenzione della Commissione Trasporti della Camera attraverso una specifica interrogazione parlamentare. Dalla risposta è emersa la disponibilità del Governo a individuare soluzioni per le aziende di trasporto e per le attività economiche maggiormente penalizzate, valutando anche possibili forme di esenzione o agevolazione dei pedaggi autostradali per chi è costretto a utilizzare percorsi alternativi.
Cronoprogramma lavori e nuove fasce orarie estive
Uno dei punti più delicati resta quello dei tempi. Le associazioni avevano evidenziato la necessità di un cronoprogramma aggiornato, realistico e condiviso, indispensabile per consentire alle imprese di programmare commesse, personale, consegne e spostamenti. La Provincia ha annunciato che entro fine mese verrà condiviso un nuovo cronoprogramma degli interventi.
Sul fronte della viabilità, è stata inoltre prospettata una rimodulazione delle fasce orarie durante il periodo estivo. La richiesta delle associazioni punta a un ampliamento delle finestre di transito, così da alleggerire i disagi per il sistema produttivo e per i cittadini. Nel documento condiviso, le fasce proposte tengono conto delle esigenze operative di edilizia, impianti, servizi e trasporti leggeri, con particolare attenzione agli orari di ingresso e rientro da cantieri e siti di lavoro.
Ponte di Bressana e PMI: il nodo della continuità operativa
I dati raccolti nel documento delle associazioni mostrano una riduzione media del traffico dell’11,5% tra luglio 2025 e maggio 2026 rispetto ai mesi equivalenti del 2024, con una punta negativa del 20,6% a febbraio 2026. Il traffico giornaliero medio si è attestato tra 24.500 e 26.000 veicoli, a conferma del ruolo strategico del ponte nel collegamento tra Pavia e Oltrepò.
Il Presidente di Confartigianato Imprese Pavia, Renato Perversi, ha ringraziato il Presidente Palli per aver accolto e portato avanti la richiesta di apertura di ulteriori fasce orarie di percorribilità: «L’ampliamento delle fasce orarie di transito rappresenta un passo significativo verso il contenimento dei disagi logistici e organizzativi».
Le associazioni continueranno a monitorare l’evoluzione della situazione, mantenendo alta l’attenzione sul rispetto delle nuove tempistiche dei lavori e sull’individuazione di misure concrete di sostegno. Per le PMI, la questione è semplice e insieme decisiva: non basta sapere quando il ponte riaprirà, serve poter lavorare nel frattempo.














