Autotrasporto: credito gasolio e fermo revocato

Autotrasporto: credito gasolio e fermo revocato
L’accordo raggiunto a Palazzo Chigi entra nella fase operativa. Dopo l’incontro del 22 luglio tra Governo e UNATRAS, il Coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto merci di cui fa parte Confartigianato Trasporti, prende forma il credito d’imposta da 300 milioni di euro contro il caro gasolio. L’attuazione degli impegni ha portato anche alla revoca definitiva del fermo nazionale.
Il confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato seguito alle intese sottoscritte il 22 maggio presso la Presidenza del Consiglio. Le misure, inserite nel decreto-legge 33/2026, puntano a sostenere le imprese colpite dall’aumento del costo del carburante e dal venir meno del rimborso trimestrale delle accise.
È stato inoltre presentato il decreto che istituisce il Tavolo permanente dell’Autotrasporto merci e della Logistica. l’organismo riunirà le associazioni dell’Albo degli Autotrasportatori e le principali organizzazioni della committenza e della produzione. Sarà presieduto dal Ministro e vedrà la partecipazione della Presidenza del Consiglio, con il compito di affrontare i problemi della filiera e contribuire alla definizione delle politiche per il settore.
Credito d’imposta gasolio: chi può accedere
L’agevolazione è destinata alle imprese italiane e alle imprese estere stabilite in Italia che svolgono attività di trasporto merci o persone in conto terzi. Sono invece escluse le attività di trasporto in conto proprio.
Per il trasporto merci sono ammessi i veicoli Euro 5 ed Euro 6 con massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7,5 tonnellate. Per il trasporto persone rientrano gli autobus delle categorie M2 e M3, con più di nove posti compreso quello del conducente. Tra i carburanti rimborsabili è stato confermato anche l’HVO.
Come viene calcolato il ristoro
Il credito d’imposta non viene calcolato sull’intera spesa sostenuta per il gasolio, ma soltanto sull’aumento registrato rispetto al prezzo medio nazionale di febbraio 2026.
Per ciascun mese, da marzo a giugno, la piattaforma confronterà il prezzo medio pagato dall’impresa con quello di febbraio. Se il prezzo risulterà più alto, la differenza sarà moltiplicata per i litri acquistati nel mese. Sul risultato verrà riconosciuto un ristoro fino al 70%.
Un esempio puramente illustrativo aiuta a comprendere il meccanismo. Ipotizzando un prezzo medio del gasolio a febbraio pari a 1,70 euro al litro e un prezzo medio pagato a marzo di 1,85 euro, la differenza sarebbe di 15 centesimi al litro. Con 10.000 litri acquistati nel mese, la maggiore spesa ammonterebbe a 1.500 euro. Applicando il 70%, il credito teoricamente spettante sarebbe quindi di 1.050 euro.
Lo stesso calcolo sarà ripetuto per aprile, maggio e giugno. Se in uno dei mesi il prezzo pagato fosse uguale o inferiore a quello di febbraio, per quel periodo non maturerebbe alcun ristoro. Il calcolo verrà effettuato automaticamente dalla piattaforma.
Il 70% rappresenta comunque il limite massimo. Se il valore complessivo delle domande supererà la dotazione disponibile di 300 milioni di euro, il credito riconosciuto a ciascuna impresa sarà ridotto proporzionalmente.
Domande a settembre sulla piattaforma delle Dogane
La finestra indicata per la presentazione delle domande va dal 1° al 15 settembre 2026. Le imprese dovranno accedere, tramite SPID o Carta d’identità elettronica, all’apposita piattaforma informatica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gestita con il supporto di Sogei.
Il primo accesso dovrà essere effettuato dal titolare dell’impresa, dal rappresentante legale o da un incaricato autorizzato. Soltanto dopo questa fase potrà essere indicata una persona delegata per gli accessi successivi.
Non si tratterà di un click day: l’ordine di presentazione delle domande inciderà soltanto sui tempi di pagamento e non sulla percentuale del credito riconosciuto.
I dati e i documenti da preparare
Le imprese dovranno raccogliere e organizzare con anticipo tutti i dati necessari alla domanda. In particolare, sarà necessario indicare i litri di gasolio acquistati per ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2026, riferiti esclusivamente ai veicoli ammessi al beneficio, insieme alle relative targhe.
Dovrà inoltre essere predisposto il file fatture, secondo il modello Excel previsto, riportando per ogni documento l’identificativo della fattura, l’importo complessivo al lordo dell’Iva e la quota relativa al gasolio acquistato per i soli mezzi agevolabili.
Potranno essere inserite anche fatture emesse dopo il 30 giugno, purché riferite ad acquisti effettuati nel periodo compreso tra marzo e giugno 2026.
Per i mezzi a noleggio è opportuno verificare in anticipo la corretta annotazione al Registro elettronico nazionale, il REN. I veicoli mancanti potranno essere aggiunti manualmente, ma una posizione aggiornata permetterà di ridurre il rischio di problemi durante i quindici giorni disponibili.
Revocato il fermo nazionale
Tra le altre misure già operative figurano il differimento dei versamenti fiscali previsti a giugno e la riduzione da 60 a 30 giorni del silenzio-assenso per la compensazione del credito derivante dal rimborso trimestrale delle accise.
Preso atto dell’attuazione degli impegni assunti dal Governo, il Comitato esecutivo di UNATRAS ha deliberato all’unanimità la revoca definitiva del fermo nazionale.
Per le imprese dell’autotrasporto comincia ora la fase più concreta: verificare i veicoli ammessi e raccogliere con precisione fatture, targhe e quantitativi di carburante, così da arrivare preparate all’apertura della piattaforma.














