Bonus gasolio 2026: 322 milioni e ristori fino a luglio

Bonus gasolio 2026: 322 milioni e ristori fino a luglio
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiorna il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto merci e persone in conto terzi. La dotazione sale a 322 milioni di euro, il periodo agevolato comprende anche luglio 2026 e arriva il modello Excel per le fatture, con gli importi da indicare sempre al netto dell’IVA
Dopo le prime indicazioni operative sul credito d’imposta contro il caro carburante, illustrate nel precedente articolo, il quadro della misura si amplia.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato che le risorse complessive destinate ai ristori raggiungono 322 milioni di euro, grazie a un’integrazione di 22 milioni rispetto alla dotazione iniziale di 300 milioni.
Il ristoro resta riconosciuto nel limite massimo del 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio rispetto al costo che l’impresa avrebbe affrontato acquistando gli stessi quantitativi al prezzo medio di febbraio 2026. Il calcolo sarà effettuato dalla piattaforma sulla base dei litri acquistati e dell’importo netto del carburante rimborsabile.
Ristori gasolio estesi fino al 31 luglio 2026
La seconda novità riguarda il periodo preso in considerazione. Non saranno conteggiati soltanto gli acquisti effettuati da marzo a giugno: il beneficio comprende ora anche luglio. Le imprese dovranno quindi indicare separatamente i litri acquistati nei cinque mesi compresi tra il 1° marzo e il 31 luglio 2026.
Restano ammessi i consumi riferiti ai veicoli Euro 5 ed Euro 6 utilizzati nel trasporto in conto terzi. Per le merci rientrano i mezzi di categoria N con massa pari o superiore a 7,5 tonnellate; per il trasporto persone gli autobus M2 e M3. Tra i carburanti è compreso anche l’HVO.
File fatture: importi al netto dell’IVA
Il MIT ha messo a disposizione il "file fatture" da utilizzare per la domanda. Il modello contiene cinque colonne: riferimento della fattura, tipologia CARB o NO CARB, importo complessivo netto, importo netto del carburante rimborsabile e nazione di emissione.
Sia l’importo totale della fattura sia la quota riferita al carburante agevolabile devono essere indicati al netto dell’IVA. Gli importi vanno inseriti senza simbolo dell’euro e senza separatori delle migliaia, utilizzando due cifre decimali separate dalla virgola.
La distinzione tra CARB e NO CARB dipende dalla presenza o meno, nella fattura, della targa del veicolo rifornito. Nella quota rimborsabile deve invece essere riportata esclusivamente la spesa per il gasolio utilizzato dai mezzi ammessi al beneficio.
Nella colonna dedicata alla nazione di emissione occorre inserire il codice a due caratteri del Paese nel quale ha sede il fornitore che ha emesso la fattura. I codici ammessi sono: AT Austria; BE Belgio; BG Bulgaria; CY Cipro; HR Croazia; DK Danimarca; EE Estonia; FI Finlandia; FR Francia; DE Germania; GR Grecia; IE Irlanda; IS Islanda; IT Italia; LV Lettonia; LI Liechtenstein; LT Lituania; LU Lussemburgo; MT Malta; NO Norvegia; NL Paesi Bassi; PL Polonia; PT Portogallo; CZ Repubblica Ceca; RO Romania; SK Slovacchia; SI Slovenia; ES Spagna; SE Svezia; HU Ungheria.
Per gli acquisti effettuati all’estero, nel riferimento della fattura deve essere indicato anche il numero di partita IVA del fornitore, preceduto dal segno “-”.
Domanda sulla piattaforma delle Dogane
L’istanza sarà presentata attraverso la piattaforma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’apertura è prevista indicativamente nei primi quindici giorni di settembre, ma le date definitive saranno stabilite con un successivo avviso del Ministero.
Il primo accesso dovrà avvenire tramite SPID o CIE da parte del titolare o del rappresentante legale. La piattaforma proporrà le targhe risultanti nella disponibilità dell’impresa al 31 luglio 2026; eventuali mezzi agevolabili non presenti potranno essere inseriti direttamente.
Per le imprese diventa quindi essenziale preparare con anticipo i litri acquistati mese per mese, verificare le targhe e compilare correttamente il file fatture. L’estensione a luglio e l’aumento delle risorse rafforzano il sostegno, ma rendono ancora più importante la precisione delle informazioni trasmesse.














