Misura Ri.Circo.Lo Filiere prioritarie: 7 milioni per l’economia circolare delle PMI

Misura Ri.Circo.Lo Filiere prioritarie: 7 milioni per l’economia circolare delle PMI
Regione Lombardia mette a disposizione 7 milioni di euro per accompagnare le PMI nello sviluppo di progetti dedicati al riutilizzo, al riciclo e alla riduzione dei rifiuti. Il bando Ri.Circo.Lo finanzia gli investimenti con contributi a fondo perduto che possono raggiungere il 60% delle spese ammissibili.
La misura “Ri.Circo.Lo. Filiere prioritarie”, approvata con decreto regionale n. 9121 del 7 luglio 2026, sostiene le piccole e medie imprese che intendono introdurre soluzioni concrete di economia circolare nei propri processi produttivi.
Possono partecipare le PMI, comprese microimprese, start-up e PMI innovative, regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese. I progetti possono essere presentati sia da una singola azienda sia da un’aggregazione e devono riguardare una o più sedi operative situate in Lombardia.
In caso di progetto aggregato possono partecipare anche soggetti diversi dalle PMI, senza però ricevere contributi e senza poter rendicontare le proprie spese.
Quali progetti finanzia la Misura Ri.Circo.Lo
Il bando concentra le risorse su alcune filiere considerate prioritarie: plastiche, gomme, materiali polimerici e tessile; apparecchiature elettriche ed elettroniche e relativi rifiuti, compresi i pannelli fotovoltaici; batterie e accumulatori; recupero del fosforo e delle materie prime critiche.
Gli interventi possono comprendere la valorizzazione degli scarti di produzione, il riutilizzo degli imballaggi, l’allungamento della vita dei prodotti e la modifica delle linee produttive per ridurre l’impiego di materie prime. Sono ammessi anche progetti di ecodesign, recupero e riciclo di RAEE, fibre tessili, batterie e materiali critici.
Le iniziative devono avere raggiunto almeno il livello TRL 6 (Technology Readiness Level), che indica una tecnologia già sperimentata e dimostrata in un ambiente rilevante, quindi non più ferma alla sola fase teorica o di laboratorio. I progetti devono inoltre rispettare il principio DNSH (Do No Significant Harm), ossia non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali, e dimostrare che l’investimento può essere sostenuto finanziariamente dall’impresa e mantenuto operativo per almeno cinque anni.
Contributi a fondo perduto fino al 60%
La spesa minima ammissibile è pari a 50mila euro, mentre il contributo non può superare 1,5 milioni di euro per progetto.
Il contributo varia in base al regime di aiuto scelto. Con il regime “de minimis” oppure con il GBER (General Block Exemption Regulation, il Regolamento generale di esenzione per categoria) previsto dall’articolo 47, le piccole imprese possono ottenere un contributo pari al 60% delle spese, mentre per le medie imprese la percentuale è del 50%.
Se si sceglie il GBER previsto dall’articolo 17, il contributo scende al 20% per le piccole imprese e al 10% per le medie. Nel caso del “de minimis”, ogni impresa può ricevere complessivamente non più di 300mila euro di aiuti nell’arco di tre anni.
Tra le spese finanziabili rientrano macchinari, beni strumentali, sistemi di automazione, hardware, software, consulenze specialistiche, brevetti, certificazioni e opere edili o impiantistiche. Macchinari e beni strumentali devono rappresentare almeno il 30% delle spese ammissibili. Sono esclusi, tra gli altri, affitti, leasing, noleggi, smartphone e tablet.
Domande dal 6 ottobre 2026
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi, dalle ore 9 del 6 ottobre alle ore 16 del 5 novembre 2026.
La selezione avverrà mediante una graduatoria: per accedere al contributo sarà necessario ottenere almeno 50 punti su 100. I progetti dovranno essere conclusi e rendicontati entro 24 mesi dalla concessione. Per le PMI interessate diventa quindi importante utilizzare i prossimi mesi per verificare l’ammissibilità dell’investimento e predisporre un progetto capace di quantificare con precisione i risultati ambientali attesi.














