Caro energia, per le PMI una nuova estate di rincari

Caro energia, per le PMI una nuova estate di rincari
La crisi nel Golfo Persico torna a spingere verso l’alto i prezzi dell’energia. Gas, elettricità e carburanti registrano nuovi aumenti, con un impatto diretto sui costi delle imprese. Per le piccole aziende, già più esposte alle oscillazioni delle bollette, il rischio è una riduzione dei margini e un rallentamento degli investimenti.
La ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran ha riacceso le tensioni sui mercati energetici. Ai timori per possibili interruzioni delle forniture si aggiunge l’ipotesi di una chiusura di Bab el-Mandeb, punto di accesso meridionale al Mar Rosso: uno scenario che potrebbe rendere più complessi e costosi gli scambi commerciali via mare con Asia e Oceania.
Secondo l’analisi di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicata su Quotidiano Energia, nei primi tre mesi della crisi di Hormuz, tra marzo e maggio 2026, i prezzi all’importazione di petrolio greggio e gas naturale in Italia sono aumentati del 38,4% rispetto al trimestre precedente. Nello stesso periodo la bolletta energetica italiana è cresciuta del 41%, con un aggravio complessivo di 4,391 miliardi di euro, pari a 1,464 miliardi al mese.
Caro bollette: l’Italia corre più della media europea
La pressione sui prezzi è proseguita anche nel mese di luglio. Al 21 luglio il prezzo del gas risultava superiore del 12,6% rispetto alla media di giugno, mentre il prezzo dell’elettricità all’ingrosso registrava un aumento del 12,2%. Il costo industriale del gasolio, dopo due settimane consecutive di crescita, rimaneva inoltre superiore del 38,1% rispetto alla media di febbraio.
Il confronto europeo evidenzia una particolare esposizione dell’Italia. Tra febbraio e giugno i prezzi al consumo dell’energia sono aumentati dell’11%, quasi il doppio rispetto al 5,8% registrato nella media dell’Unione europea.
Nello stesso periodo i prezzi di elettricità e gas sono cresciuti in Italia dell’8,4%, contro il 2,3% europeo. Il gas ha segnato un incremento del 12,7%, mentre l’elettricità è aumentata del 4,6%, a fronte di una lieve diminuzione nella media dell’Unione europea. Anche i carburanti hanno registrato una forte accelerazione, con un aumento del 14,6% rispetto a febbraio.
Inflazione e credito, doppia pressione sulle PMI
Il rincaro dell’energia non si limita alle bollette. La Banca d’Italia segnala che nel secondo trimestre l’inflazione italiana ha raggiunto il 3% e stima una crescita media dei prezzi del 3,1% nel 2026, determinata soprattutto dalla componente energetica.
La crisi mediorientale ha inoltre peggiorato le prospettive economiche. Per l’Italia la crescita del PIL rimarrebbe contenuta: nello scenario di base sarebbe pari allo 0,5% nel 2026, con una possibile revisione allo 0,6% grazie al migliore andamento del primo trimestre. Nel frattempo sono aumentati i tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese e la Banca centrale europea ha già rialzato i tassi ufficiali di 25 punti base.
Per le PMI il problema è quindi duplice: da una parte crescono i costi di produzione e di trasporto, dall’altra il credito diventa più oneroso. In questa fase diventa fondamentale controllare i consumi, programmare con attenzione gli investimenti e valutare l’effetto dei rincari sui prezzi e sui margini aziendali. La capacità di reagire rapidamente alle oscillazioni dell’energia può fare la differenza tra il semplice aumento dei costi e una perdita duratura di competitività.














