Trasporto pubblico non di linea: per Confartigianato serve una riforma organica
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Trasporto pubblico non di linea: per Confartigianato serve una riforma organica
Il trasporto pubblico locale non di linea è al centro di una fase di profonda trasformazione. I cambiamenti socioeconomici degli ultimi anni – dalla pandemia alla crisi economica, fino alla rapida evoluzione tecnologica – hanno modificato in modo strutturale la domanda di mobilità e il modo in cui cittadini e imprese si spostano.
Su questi temi, il 20 gennaio i rappresentanti di Confartigianato Taxi sono intervenuti in audizione presso la Commissione Trasporti della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale non di linea.
Un settore che non può più reggere regole frammentate
Il quadro normativo attuale mostra limiti evidenti rispetto alle nuove esigenze di mobilità. L’organizzazione tradizionale dell’offerta non è più sufficiente a rispondere a un contesto in cui flessibilità, integrazione dei servizi e sostenibilità economica sono diventati elementi centrali.
Per questo Confartigianato ritiene indispensabile avviare una riforma organica del settore, capace di aggiornare e coordinare le norme vigenti e quelle più recenti, adattandole al nuovo contesto socioeconomico e alle nuove modalità di spostamento, sia dal lato dell’utenza sia da quello degli operatori.
Regioni protagoniste e tariffe sostenibili
Un punto chiave della proposta riguarda il ruolo delle Regioni, chiamate a definire criteri e requisiti coerenti con le caratteristiche dei territori e dei principali nodi di traffico. La regolazione deve garantire tariffe legate ai reali costi del servizio, in grado di assicurare sostenibilità economica, adeguata remunerazione degli operatori e accessibilità per gli utenti.
Confartigianato ha ribadito la propria contrarietà a riforme che non tengano conto del carattere di servizio pubblico del trasporto non di linea, del ruolo istituzionale delle Regioni, della tutela dell’artigianato e della cooperazione e della necessità di una regolazione tariffaria a protezione dell’utenza.
Servizi integrativi e mobilità a chiamata
Nel corso dell’audizione è stata sottolineata l’importanza di incentivare i servizi integrativi del trasporto pubblico di linea, come quelli a chiamata e sperimentali. Queste soluzioni possono migliorare la programmazione dei servizi, aumentare l’indice di carico dei mezzi, favorire la condivisione dei veicoli e ridurre sia i percorsi a vuoto sia i costi per i cittadini.
Anche i servizi di cortesia a chiamata e le navette devono essere ricondotti all’interno di una regolazione chiara del trasporto pubblico non di linea, nell’interesse dell’utenza.
Piattaforme digitali e MaaS
Un altro nodo strategico riguarda le piattaforme tecnologiche. Confartigianato ha evidenziato la necessità di una loro integrazione e della confluenza in un’unica piattaforma di riferimento a livello territoriale, nel quadro del modello MaaS (Mobility as a Service), per rendere il sistema più efficiente e accessibile.
Taxi: una risorsa insostituibile
Nel nuovo assetto della mobilità pubblica, i taxi sono chiamati a svolgere un ruolo centrale. Secondo Confartigianato Taxi, rappresentano una risorsa fondamentale per cittadini e pubbliche amministrazioni e non possono essere sostituiti da forme di trasporto che non rispondono ai requisiti del servizio pubblico. Professionalità, qualità e affidabilità restano elementi imprescindibili per garantire un sistema di mobilità moderno ed equo.














