Albo gestori ambientali: stretta su veicoli M1 e nuove regole per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi

7 aprile 2026

Albo gestori ambientali: stretta su veicoli M1 e nuove regole per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi

C’è un filo sempre più evidente che lega innovazione tecnologica, controlli e attività d’impresa. Le ultime novità introdotte dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali si muovono proprio in questa direzione: da un lato chiariscono l’utilizzo delle autovetture M1, dall’altro rafforzano la tracciabilità dei rifiuti attraverso strumenti digitali. Due interventi diversi, ma con un obiettivo comune: rendere più rigoroso e trasparente il sistema.

Veicoli M1: stop all’iscrizione e cancellazioni dal 2027

La prima novità riguarda le autovetture classificate nella categoria internazionale M1, cioè i veicoli destinati al trasporto di persone. Con la circolare del 26 marzo 2026, l’Albo interviene su un tema che negli ultimi anni aveva generato dubbi operativi: l’utilizzo di queste vetture per il trasporto di cose in conto proprio, inclusi i rifiuti. Il chiarimento arriva sulla base di un parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In linea generale, le autovetture M1 possono essere utilizzate solo in modo occasionale per il trasporto di merci proprie. Ma questo non è sufficiente per consentirne l’inserimento stabile nel parco mezzi delle imprese iscritte all’Albo. Da qui la scelta più netta: queste autovetture non sono ricomprese tra i veicoli iscrivibili.

Le conseguenze operative sono chiare:

  • dal 4 gennaio 2027 scatterà la cancellazione d’ufficio dei veicoli M1 già iscritti;
  • i provvedimenti saranno notificati alle imprese entro il 29 gennaio 2027;
  • se la cancellazione comporta la perdita dei requisiti minimi per l’iscrizione, potrà essere avviato un procedimento disciplinare.

Si tratta di un passaggio che segna un cambio di impostazione: non più interpretazioni elastiche, ma una linea definita che distingue nettamente tra veicoli per persone e mezzi destinati al trasporto professionale di rifiuti.

Categoria 5: geolocalizzazione obbligatoria sui mezzi

La seconda novità riguarda invece la categoria 5, quella relativa al trasporto di rifiuti speciali pericolosi, ed è probabilmente quella con l’impatto più immediato sulle imprese.

Con la Deliberazione n. 1 del 24 marzo 2026, l’Albo introduce un requisito tecnico preciso: gli autoveicoli devono essere dotati di sistemi di geolocalizzazione in grado di tracciare i percorsi effettuati.

Non si tratta di una semplice raccomandazione, ma di una vera e propria condizione per l’iscrizione.

Il provvedimento si inserisce nel quadro del RENTRI e del decreto ministeriale n. 59/2023, che puntano a una tracciabilità sempre più puntuale dei rifiuti, anche attraverso strumenti digitali.

Cosa devono fare le imprese

Le imprese già iscritte o che intendono iscriversi devono:

  • installare sistemi di geolocalizzazione sui veicoli;
  • attestarne la presenza tramite istanza telematica;
  • completare l’adempimento entro il 30 giugno 2026.

L’attestazione è a carico del legale rappresentante e può essere presentata anche con più istanze, nel caso di flotte composte da più mezzi.

Le conseguenze in caso di mancato adeguamento

Il meccanismo previsto è stringente:

  • dal 1° luglio 2026 scatterà la cancellazione d’ufficio dei veicoli non conformi;
  • i mezzi già cancellati potranno essere reiscritti solo dimostrando il possesso del requisito entro la stessa scadenza;
  • la mancanza dei requisiti può incidere sulla stessa permanenza dell’impresa nell’Albo.

Un sistema più controllato, ma anche più strutturato

Nel loro insieme, queste due novità raccontano un’evoluzione precisa. Da un lato si restringono gli spazi di interpretazione – come nel caso dei veicoli M1 – dall’altro si introduce un livello più avanzato di controllo tecnologico, con la geolocalizzazione obbligatoria.

È un cambio di passo che riflette una logica ormai consolidata: meno margini informali, più dati, più tracciabilità.

Per le imprese significa adattarsi, spesso in tempi rapidi, ma anche operare in un contesto più ordinato, dove le regole – una volta definite – tendono a valere per tutti allo stesso modo.


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