Autotrasporto sotto pressione: tra caro carburanti e crisi di liquidità, le proposte di Confartigianato Trasporti al Senato

2 aprile 2026

Autotrasporto sotto pressione: tra caro carburanti e crisi di liquidità, le proposte di Confartigianato Trasporti al Senato

C’è un settore che più di altri misura, giorno dopo giorno, gli effetti concreti delle tensioni geopolitiche globali: è quello dell’autotrasporto. La guerra in Medio Oriente e le dinamiche instabili dei mercati energetici hanno innescato un’impennata dei prezzi del carburante che sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle imprese del comparto.

Il gasolio, che rappresenta il cuore operativo della logistica su gomma, ha superato stabilmente la soglia dei 2 euro al litro, generando un impatto immediato sui bilanci delle aziende. Per un mezzo pesante, l’aumento recente del prezzo del carburante si traduce in circa 9.000 euro annui di costi aggiuntivi, che diventano 90.000 euro per una flotta di dieci veicoli. Un livello insostenibile per un settore in cui i margini medi restano sotto il 3% del fatturato.

Ma il problema non è solo nei numeri. È nella struttura stessa del sistema: il carburante si paga subito, mentre i pagamenti dei servizi arrivano anche dopo 60 o 90 giorni. Una forbice che genera tensione finanziaria e mette a rischio la liquidità delle imprese, già provate da costi operativi in cui carburante e lavoro incidono per oltre il 65% .

In questo contesto, il decreto-legge n. 33/2026 sui prezzi petroliferi ha rappresentato un primo tentativo di risposta. Riduzione temporanea delle accise, credito d’imposta e misure anti-speculative sono interventi che vanno nella direzione giusta, ma che – secondo Confartigianato Trasporti – non sono sufficienti a fronteggiare la gravità della situazione. Le risorse stanziate risultano limitate, i meccanismi di accesso complessi e, soprattutto, le misure non riescono a incidere in modo strutturale sui costi delle imprese.

Da qui la decisione di portare la questione all’attenzione del Senato, con una memoria depositata presso la Commissione Finanze che contiene una serie di proposte operative per sostenere il settore.

Il primo punto riguarda la liquidità, oggi vero nodo critico. Confartigianato propone la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi, per consentire alle imprese di affrontare l’emergenza senza ulteriori pressioni finanziarie. Una misura immediata, pensata per evitare che la crisi si traduca in blocchi operativi o, peggio, nella sospensione dei servizi.

Accanto a questo, viene richiesto un rafforzamento dei ristori. In particolare, si propone di garantire un credito d’imposta più efficace e rapido, sul modello già sperimentato durante la pandemia e la crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino. L’obiettivo è riconoscere un contributo proporzionato ai consumi reali di carburante, semplificando le procedure e accelerando l’erogazione.

Un altro nodo riguarda le accise. La riduzione temporanea introdotta dal decreto non ha prodotto effetti significativi sui prezzi finali e rischia, una volta terminata, di determinare un ulteriore aumento fino a sfiorare i 2,30 euro al litro. Per questo, Confartigianato chiede di mantenere invariato il livello dei rimborsi per l’autotrasporto e di introdurre meccanismi più stabili e prevedibili.

Non meno importante è il tema dei rapporti lungo la filiera. Oggi molte imprese lamentano difficoltà nel trasferire gli aumenti dei costi alla committenza, con contratti che non riflettono l’andamento reale del prezzo del carburante. La proposta è quella di rendere più efficaci le clausole di adeguamento tariffario, aggiornando con maggiore frequenza i parametri di riferimento e sganciandoli dalle componenti fiscali.

Infine, sul piano europeo, viene sollecitata l’attivazione di un quadro temporaneo sugli aiuti di Stato o, in alternativa, la notifica di un regime straordinario che consenta di compensare i danni causati dalla crisi energetica. Un passaggio fondamentale per superare i limiti attuali della disciplina “de minimis” e permettere interventi più incisivi.

Il messaggio che arriva dal settore è chiaro: senza misure rapide ed efficaci, il rischio è quello di una crisi diffusa con ripercussioni sull’intera economia. L’autotrasporto non è solo un comparto produttivo, ma un’infrastruttura essenziale che garantisce la continuità delle filiere e l’approvvigionamento dei beni. Se si ferma, si ferma il Paese.

In un momento in cui le tensioni internazionali continuano a riflettersi sull’economia reale, la sfida non è solo contenere i costi, ma restituire equilibrio e sostenibilità a un settore che, da sempre, lavora nell’ombra ma sostiene ogni giorno il funzionamento del sistema produttivo.

Leggi la memoria di Confartigianato Trasporti
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