Patente a crediti nei cantieri: operative le nuove Commissioni territoriali per il recupero dei punti

1 aprile 2026

Patente a crediti nei cantieri: operative le nuove Commissioni territoriali per il recupero dei punti

C’è un passaggio che segna un cambio di passo concreto nella gestione della sicurezza nei cantieri: la piena operatività del sistema della patente a crediti. Con il nuovo decreto direttoriale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro prende forma uno degli elementi più attesi, quello che riguarda il recupero dei crediti da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi.

Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un tassello che rende finalmente completo il meccanismo introdotto negli ultimi anni per rafforzare la prevenzione degli infortuni e contrastare il lavoro irregolare. La patente a crediti, infatti, non è solo uno strumento sanzionatorio: è anche – e soprattutto – un sistema che punta a correggere e rimettere in carreggiata le imprese.

Come funzionano le nuove Commissioni

Il decreto prevede la costituzione, su tutto il territorio nazionale, di Commissioni territoriali con il compito di valutare le richieste di recupero dei crediti. Si tratta di organismi composti da rappresentanti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’INAIL, affiancati – senza diritto di voto – da esperti delle ASL e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

L’ambito di competenza è legato alla sede legale dell’impresa o al domicilio del lavoratore autonomo, con alcune eccezioni per territori specifici, pensate per garantire uniformità applicativa.

Il cuore della novità: recuperare i crediti per continuare a lavorare

Il punto centrale riguarda la possibilità, per le imprese che hanno perso crediti a seguito di violazioni, di rientrare nel sistema e tornare  operative. La soglia minima resta quella dei 15 crediti: al di sotto di questo limite non è possibile lavorare nei cantieri.

Per recuperare i punti, la Commissione può richiedere interventi mirati. Tra questi:

  • percorsi formativi obbligatori in materia di salute e sicurezza;
  • aggiornamenti per i lavoratori coinvolti nei cantieri interessati;
  • investimenti concreti per migliorare le condizioni di sicurezza.

Non è un automatismo: ogni caso viene valutato singolarmente, con un confronto diretto tra Commissione e impresa.

Un sistema flessibile ma rigoroso

Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di recuperare i crediti anche in modo graduale. Non serve completare tutto in una volta: il sistema consente una riassegnazione progressiva dei punti, in base agli interventi effettivamente realizzati.

Allo stesso tempo, però, resta un impianto rigoroso. Gli adempimenti richiesti devono essere proporzionati alla gravità delle violazioni e al numero di crediti da recuperare. E non si può comunque superare un tetto massimo di crediti recuperabili.

Tempi e procedura: cosa devono fare le imprese

Le imprese interessate devono presentare una richiesta motivata, corredata dalla documentazione necessaria, anche in via telematica. La Commissione viene convocata, di norma, entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione dell’istanza completa.

Una volta completati gli interventi richiesti, è possibile chiedere una nuova valutazione in tempi rapidi, con una risposta entro poche settimane.

Non solo controlli: un modello che punta alla prevenzione

Al di là degli aspetti procedurali, la novità introduce un cambio culturale. Il sistema non si limita a “punire”, ma costruisce un percorso di rientro che passa dalla formazione e dagli investimenti in sicurezza.

È un’impostazione che richiama un principio semplice ma spesso dimenticato: la sicurezza non è un costo accessorio, ma una componente strutturale del lavoro ben fatto.

Non a caso, il decreto prevede anche un monitoraggio annuale dell’efficacia delle Commissioni, con la possibilità di aggiornare le regole in base all’esperienza concreta. 

Leggi il decreto direttoriale INL
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