Florovivaismo, nuove opportunità per le imprese del verde

Florovivaismo, nuove opportunità per le imprese del verde
Il Decreto legislativo 30 luglio 2026, n. 151, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 agosto, introduce una nuova disciplina per il settore florovivaistico. Per le imprese del verde assumono particolare rilievo la futura armonizzazione delle figure professionali, il ruolo del preposto e le prospettive legate allo sviluppo del verde urbano e periurbano.
Imprese del verde, verso regole professionali più uniformi
Uno dei passaggi più significativi della nuova normativa sul florovivaismo riguarda la definizione delle figure professionali del settore. L’articolo 4 prevede infatti l’adozione, entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto, di un provvedimento destinato a definire e armonizzare i profili professionali del comparto, comprese le figure che operano nel verde urbano e periurbano (nelle aree ai margini della città), nei parchi e nei giardini storici.
È proprio su questo percorso di armonizzazione che si inserisce l’azione di Confartigianato Imprese del Verde. L’obiettivo è fare in modo che alla definizione più chiara delle professionalità corrispondano anche procedure amministrative uniformi su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disomogeneità territoriali riscontrate a livello camerale.
In particolare, le richieste di Confartigianato vanno nella direzione di indicazioni omogenee per l’iscrizione delle imprese del verde con ATECO 81.30.00 e per la registrazione del preposto aziendale nella visura camerale. Su questi temi la Confederazione si sta già attivando presso i Ministeri competenti.
Florovivaismo, l’artigianato entra nel Tavolo tecnico
Di particolare importanza per l’artigianato è la possibilità di partecipare, attraverso la propria rappresentanza, alla definizione delle strategie che orienteranno le politiche nazionali del settore nei prossimi anni.
L’articolo 12 istituisce presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste il Tavolo tecnico di filiera del florovivaismo, con funzioni consultive e di supporto all’elaborazione e all’attuazione degli indirizzi e delle politiche del settore. È proprio nella composizione di questo organismo che trova spazio la rappresentanza dell’artigianato: il Tavolo prevede infatti un componente per ciascuna delle tre associazioni di categoria comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Per Confartigianato si tratta di un risultato significativo, perché consente alle imprese artigiane di essere rappresentate direttamente in una delle principali sedi di confronto sulle politiche del comparto. Il Tavolo avrà inoltre il compito di redigere il Piano nazionale del settore florovivaistico, documento di durata quinquennale destinato a individuare indirizzi e azioni per lo sviluppo della filiera.
Verde urbano, nuove prospettive per le imprese
Tra gli ambiti previsti dal Piano nazionale assumono particolare interesse le strategie dedicate al verde urbano e periurbano. Il decreto prevede criteri e linee guida per la promozione di aree verdi e foreste urbane e periurbane, con l’obiettivo anche di ridurre le superfici impermeabilizzate sostituendole con spazi verdi.
La nuova normativa riconosce inoltre espressamente tra gli operatori della filiera florovivaistica i giardinieri, gli arboricoltori, i manutentori e gli operatori del verde tecnico, comprendendo anche il verde pensile e il verde verticale.
Per le imprese del verde si apre quindi una fase da seguire con attenzione. Molti aspetti operativi dovranno ancora essere definiti attraverso i provvedimenti previsti dal decreto, ma la direzione indicata è quella di una maggiore chiarezza delle professionalità, di regole più uniformi e di nuove prospettive legate allo sviluppo e alla gestione degli spazi verdi.














