Cloud computing e cyber security: 150 milioni di euro per la digitalizzazione sicura di PMI e autonomi

30 gennaio 2026

Cloud computing e cyber security: 150 milioni di euro per la digitalizzazione sicura di PMI e autonomi

Sostenere la trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese senza snaturarne la struttura produttiva: è questo l’obiettivo della nuova misura dedicata ai servizi di cloud computing e cyber security, gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che mette a disposizione 150 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione.

L’intervento è pensato per rafforzare la domanda di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle già in uso, oppure più avanzate e sicure, favorendo l’adozione di servizi digitali innovativi. Un passaggio sempre più necessario in un contesto in cui la gestione dei dati, la continuità operativa e la protezione dalle minacce informatiche rappresentano fattori chiave per la competitività delle imprese.

Chi può accedere al contributo

Possono presentare domanda PMI e lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale che, al momento della richiesta, dispongano di un contratto di connettività con velocità minima in download pari ad almeno 30 Mbps.

Per quanto riguarda le imprese, è inoltre richiesto che siano regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e attive, nel pieno esercizio dei propri diritti e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie. È necessaria anche la regolarità rispetto agli obblighi assicurativi contro calamità naturali ed eventi catastrofali, oltre al rispetto delle norme sugli aiuti di Stato e dei settori ammessi dal regime “de minimis”

Quali spese sono ammissibili

Sono considerate ammissibili esclusivamente le spese riferite a servizi nuovi o migliorativi rispetto alle soluzioni già nella disponibilità dei beneficiari. Il contributo può coprire l’acquisizione di soluzioni hardware e software di cyber security, servizi cloud infrastrutturali e applicativi, oltre alle attività di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo.

Nel dettaglio, rientrano tra le spese agevolabili firewall e dispositivi di sicurezza di nuova generazione, software di protezione e monitoraggio delle reti, sistemi di crittografia e gestione degli eventi di sicurezza, servizi cloud per infrastrutture, archiviazione e backup, nonché applicazioni SaaS per contabilità, gestione delle risorse umane, workflow aziendali, contenuti digitali, e-commerce e relazioni con i clienti.

Tutti i servizi devono essere qualificati come cloud di livello QC1 ed erogati da fornitori privati abilitati dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Durata dei piani di spesa

I piani di investimento possono avere una durata massima di 12 mesi nel caso di acquisto diretto dei servizi. Qualora invece siano collegati ad abbonamenti, è richiesta una durata minima di 24 mesi; in caso di periodi più lunghi, le spese ammissibili restano comunque limitate ai primi 24 mesi.

L’importo minimo di spesa per accedere all’agevolazione è fissato in 4.000 euro. I fornitori dei servizi dovranno risultare iscritti in un apposito elenco istituito dal Ministero.

Quanto vale l’agevolazione

Il contributo è concesso a fondo perduto ed è pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un importo massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario.

Le modalità operative e i termini di presentazione delle domande saranno definiti con un successivo provvedimento direttoriale, che seguirà la formazione dell’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi.

Per le imprese interessate, si tratta di un’opportunità concreta per rafforzare la propria infrastruttura digitale e innalzare il livello di sicurezza informatica, accompagnando l’innovazione tecnologica con strumenti affidabili e certificati.

Per ulteriori informazioni e accompagnamento alla presentazione della domanda si prega di compilare la scheda di contatto online.

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