Polizze catastrofali: cosa cambia per l’accesso ai contributi pubblici

Polizze catastrofali: cosa cambia per l’accesso ai contributi pubblici
La polizza catastrofale non riguarda soltanto la protezione dei beni aziendali: il suo mancato adempimento può incidere anche sull’accesso alle agevolazioni pubbliche. Le FAQ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy chiariscono quali beni assicurare e come si applicano le disposizioni sui contributi, offrendo alle imprese indicazioni per verificare la propria posizione.
Nel giugno 2025, avevamo illustrato le regole e il percorso di introduzione dell’obbligo assicurativo, con termini differenziati secondo la dimensione aziendale. Il quadro delineato allora poneva al centro la tutela del patrimonio produttivo e la necessità di rendere le coperture accessibili alle piccole imprese. Oggi l’attenzione si concentra anche su un risvolto operativo: il rapporto tra regolarità assicurativa e possibilità di ottenere sostegni pubblici.
Polizze catastrofali: quali imprese e beni sono coinvolti
L’obbligo riguarda le imprese con sede legale in Italia e quelle con sede all’estero e stabile organizzazione in Italia, tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, indipendentemente dalla sezione di appartenenza. Sono escluse le imprese agricole individuate dall’articolo 2135 del Codice civile.
La copertura interessa i danni causati direttamente da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali.
Le FAQ del MIMIT precisano che conta l’impiego del bene nell’attività, anche quando l’impresa non ne è proprietaria. Rientrano quindi anche beni utilizzati in affitto o leasing, salvo che siano già assistiti da un’analoga copertura, stipulata eventualmente dal proprietario o da un altro soggetto.
Beni esclusi e attività svolta nell’abitazione
Non sono soggette all’obbligo le imprese che non possiedono né impiegano alcuno dei beni individuati dalla disciplina. Le FAQ escludono inoltre i veicoli iscritti al PRA e gli immobili in costruzione. Per chi esercita l’attività nella propria abitazione, invece, l’obbligo riguarda la porzione dell’edificio destinata all’impresa. Una precisazione che interessa anche le realtà di dimensioni più contenute.
L’adempimento può avvenire attraverso l’adesione a polizze collettive. Per le coperture già esistenti, il decreto interministeriale n. 18/2025 prevede l’adeguamento alle disposizioni di legge dal primo rinnovo o quietanzamento utile.
Contributi pubblici: cosa comporta la mancata assicurazione
Le conseguenze dell’inadempimento possono riguardare anche la mancata concessione di contributi e agevolazioni non collegati a un evento catastrofico. La legge prevede infatti che della mancata assicurazione si debba tenere conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie a valere su risorse pubbliche.
Il MIMIT chiarisce tuttavia che questa disposizione non ha carattere automaticamente applicativo. Spetta a ciascuna amministrazione definire e comunicare come considerare la mancata assicurazione nelle proprie misure di sostegno. Non si tratta, quindi, di un’esclusione generalizzata e automatica da qualsiasi beneficio pubblico.
Le FAQ ricordano, a questo proposito, il decreto ministeriale del 18 giugno 2025, che introduce la verifica dell’adempimento per gli strumenti agevolativi individuati dal provvedimento.
Agevolazioni: verificare le condizioni del singolo bando
Il MIMIT precisa inoltre che la valutazione non è retroattiva: opera dalla data del provvedimento che recepisce il requisito nella disciplina dell’agevolazione, oppure dalla diversa data indicata.
Per artigiani e piccole imprese, la verifica deve quindi riguardare sia l’adeguatezza della copertura sia le condizioni dello specifico incentivo richiesto. Prima di presentare una domanda, è opportuno controllare se il bando richiede la regolarità assicurativa e quale documentazione occorre produrre.














