Ddl Ancorotti: la riforma che valorizza formazione, innovazione e legalità per acconciatori ed estetisti

11 novembre 2025

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Ddl Ancorotti: la riforma che valorizza formazione, innovazione e legalità per acconciatori ed estetisti

È stato presentato il 10 novembre, durante una conferenza stampa in Senato, il disegno di legge “Ancorotti”, una proposta di riforma che punta a modernizzare il settore dell’acconciatura e dell’estetica, aggiornando le normative di riferimento – la legge 1/1990 e la legge 174/2005 – che regolano un comparto con quasi 150.000 imprese e oltre 290.000 operatori.

Il Ddl 1619, di iniziativa del senatore Renato Ancorotti, rappresenta un passaggio decisivo per la valorizzazione della professionalità, il contrasto all’abusivismo e la promozione della formazione di qualità, elementi cardine per garantire competitività e legalità in un settore che vale circa 16 miliardi di euro.

Una riforma attesa da tutto il comparto

Confartigianato, CNA e Casartigiani hanno espresso un giudizio unanime di apprezzamento per il provvedimento, definendolo “una riforma attesa che guarda al futuro”.
Tra i punti più rilevanti c’è la
stretta contro l’esercizio abusivo delle professioni del benessere: le sanzioni arrivano fino a 50.000 euro, con la possibilità di chiusura dell’attività da uno a due anni per chi opera senza requisiti. Un segnale netto a tutela delle imprese regolari e della sicurezza dei cittadini.

Formazione qualificata e nuovi profili professionali

Il disegno di legge interviene anche sul tema della formazione, superando la frammentazione normativa accumulata negli ultimi decenni.
Le
Regioni, in accordo con le associazioni di categoria, dovranno definire percorsi formativi uniformi e di qualità, con criteri chiari per la qualificazione dei docenti.

Tra le novità più significative spiccano l’introduzione di nuove figure professionali riconosciute:

  • l’onicotecnico,
  • il truccatore e tecnico dei trattamenti per ciglia e sopracciglia,
  • la specialista in estetica oncologica (Seo), un profilo che unisce competenze estetiche e sensibilità umana a supporto delle persone in trattamento oncologico.

Affitto di poltrona e cabina: finalmente regole chiare

Grande soddisfazione anche per il riconoscimento legislativo dell’affitto di poltrona e cabina, una pratica già diffusa ma finora priva di una disciplina normativa chiara. Con questa riforma, il settore compie un passo avanti verso una maggiore flessibilità gestionale, favorendo l’emersione dal lavoro sommerso e offrendo nuove opportunità di collaborazione regolare tra professionisti.

“Questo disegno di legge è fondamentale – ha dichiarato Michele Ziveri, presidente di Confartigianato Benessere e Confartigianato Acconciatori – perché introduce finalmente l’‘affitto di poltrona’, previsto da un avviso comune del 2011, ma che ora diventa figura professionale riconosciuta. È un passo avanti per reinserire nel mercato del lavoro, in regola, molte persone che vogliono rimettersi in gioco. Il Ddl 1619 modifica due leggi di settore e riguarda circa 150.000 imprese e 290.000 operatori, con un fatturato pari quasi a una Legge di bilancio. Inoltre, con un 27% di lavoro sommerso, il doppio rispetto alla media nazionale, questa norma rappresenta anche uno strumento concreto contro l’abusivismo.”

Un settore che evolve con nuove tutele

Soddisfazione è stata espressa anche da Stefania Baiolini, presidente di Confartigianato Estetisti, che ha posto l’accento sul rinnovamento normativo e sulla tutela delle professioni del benessere: “Il nostro giudizio è assolutamente positivo. Andiamo a rinnovare una legge del 1990 che mostrava i segni del tempo. Abbiamo riscritto gli ambiti riconoscendo nuove figure professionali: oltre all’estetista, l’onicotecnico, il truccatore e il lashmaker (l’operatore estetico esperto nell’allungamento, infoltimento e curvatura delle ciglia naturali.) Viene regolamentata in modo chiaro e uniforme la formazione, distinguendo qualifica e abilitazione, con percorsi dedicati a minorenni e maggiorenni. Sono particolarmente orgogliosa dell’articolo sulle sanzioni, che rafforza la lotta all’abusivismo: le multe salgono da 5.000 a 50.000 euro e può essere disposta la chiusura dell’attività da uno a due anni per chi opera senza i requisiti.”

Un comparto da valorizzare

“C’è una funzione sociale ed economica importante – ha ricordato il senatore Renato Ancorotti –. Andiamo dal nostro parrucchiere o dalla nostra estetista per sentirci bene con noi stessi. Dobbiamo restituire a questo comparto la reputazione che merita.”

Una riforma di sistema, condivisa e partecipata, che guarda al futuro di un settore centrale per la vita economica e sociale del Paese.

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