Laser nei centri estetici: sicurezza, regole e responsabilità

4 febbraio 2026

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Laser nei centri estetici: sicurezza, regole e responsabilità



Dal DM 206/2015 alle indicazioni operative: fare chiarezza per lavorare in sicurezza


La diffusione delle tecnologie laser nei centri estetici ha innalzato la qualità dei trattamenti, ma ha anche reso più complesso il quadro delle responsabilità in materia di sicurezza. Un tema su cui, negli ultimi mesi, si sono moltiplicate domande, interpretazioni contrastanti e offerte formative presentate come “obbligatorie per legge”.

A fare chiarezza è stato il webinar dedicato alla sicurezza del laser estetico, promosso da Confartigianato Benessere lunedì 2 febbraio, con gli interventi di Alessandro Piraccini (FAPIB - Federazione delle Associazioni dei Produttori di Tecnologie per la Bellezza e il Benessere), Andrea Bogi e Nicola Stacchini dell'Azienda USL Toscana.

Il punto fermo per i centri estetici: il DM 206/2015

Per i centri estetici italiani il riferimento normativo resta il DM 206/2015, che stabilisce quali apparecchiature possono essere utilizzate e a quali condizioni. Per il laser destinato all’epilazione estetica, la scheda di riferimento è la 21B, che definisce parametri tecnici precisi, destinazione d’uso e cautele operative.

Un aspetto spesso sottovalutato è che non tutte le macchine “a norma” per il produttore sono automaticamente utilizzabili dall’estetista. Un’apparecchiatura può essere regolarmente marcata CE ma non rientrare nelle schede previste dal decreto: in quel caso non può essere impiegata nei centri estetici italiani.

Attenzione a chi si presenta come “produttore

Come ha ricordato Piraccini, il mercato è molto frammentato e non sempre chi propone una macchina è un vero produttore. In alcuni casi si tratta di importatori che rimarcano tecnologie realizzate all’estero.

Il punto giuridico è chiaro: la responsabilità della marcatura CE ricade su chi immette il prodotto sul mercato con il proprio marchio. È quindi fondamentale che il centro estetico verifichi con attenzione documentazione tecnica, manuale d’uso e dichiarazione di conformità, chiedendo sempre un riscontro scritto sulla corrispondenza dell’apparecchiatura alla scheda del DM 206/2015.

Ambiente, procedure e interblocco: la sicurezza non è solo la macchina

La sicurezza del laser non dipende solo dall’apparecchiatura, ma dall’insieme di macchina, ambiente e modalità di utilizzo. In questo contesto assume un ruolo centrale la norma tecnica CEI EN 60825-1, che classifica i laser in base al rischio.

I laser per epilazione rientrano normalmente nella classe 4, la più elevata, e richiedono quindi misure di sicurezza stringenti: protezione oculare, ambiente controllato, cartellonistica e soprattutto sistemi di interblocco. L’interblocco, collegato alla porta del locale, interrompe automaticamente l’emissione del laser in caso di apertura accidentale, evitando l’esposizione involontaria di terzi.

Le soluzioni “artigianali” o improvvisate – come spegnere l’apparecchiatura togliendo alimentazione – non sono considerate equivalenti e possono esporre il centro a contestazioni in caso di controllo o incidente.

Occorre inoltre tener presente che per l'utilizzo del laser nei centri estetici, l'impianto elettrico deve avere precise caratteristiche: oltre ad essere realizzato secondo le norme CEI vigenti ed essere accompagnato da dichiarazione di conformità, è necessario sia presente una linea dedicata per il laser con protezione magnetotermica e differenziale adeguata.

Le figure della sicurezza laser: cosa è obbligatorio e cosa è consigliato

Uno dei temi più dibattuti riguarda le figure della sicurezza laser. La recente norma tecnica CEI 76-17 chiarisce i profili professionali coinvolti:

  • una figura esperta che valuta il rischio e imposta il sistema di sicurezza (spesso indicata come SL2);
  • una figura interna che verifica nel quotidiano il rispetto delle condizioni di sicurezza (SL1);
  • l’operatore che utilizza il laser.

Non si tratta di creare nuovi obblighi formali, ma di applicare correttamente i principi già previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro. In sostanza, deve esserci una valutazione competente del rischio laser e qualcuno che ne garantisca l’applicazione nel tempo.

Perché la prevenzione conviene

Durante il webinar sono stati illustrati anche casi reali di non conformità riscontrati nei sopralluoghi: manuali incompleti, interblocchi assenti, locali non idonei. Situazioni che, oltre a esporre a sanzioni, possono avere conseguenze economiche rilevanti in caso di danni ai clienti, come dimostrano alcune sentenze con risarcimenti importanti.

Il messaggio finale è chiaro: investire in sicurezza prima dell’acquisto e dell’installazione di un laser è una tutela per l’impresa, non un costo inutile. Verificare la macchina, predisporre correttamente l’ambiente, adottare procedure chiare e affidarsi a competenze qualificate significa lavorare con serenità e ridurre i rischi nel medio-lungo periodo.

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