Milano-Cortina 2026, l’Olimpiade dell’intelligenza artigiana: sviluppo, lavoro e territori al centro

3 febbraio 2026

Milano-Cortina 2026, l’Olimpiade dell’intelligenza artigiana: sviluppo, lavoro e territori al centro

I dati dell’Osservatorio MPI: la sport economy parla lombardo

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 rappresentano una leva strategica di sviluppo economico per il sistema produttivo lombardo e nazionale. A certificarlo sono i dati dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, che mettono in luce il ruolo centrale della sport economy e delle micro e piccole imprese artigiane nella filiera legata ai Giochi.

La Lombardia guida la classifica nazionale con 5.816 imprenditori attivi nei settori dei prodotti e servizi per l’attività sportiva, che occupano 15.492 addetti. Un comparto dominato dalle micro e piccole imprese: a livello nazionale, il 99,5% delle imprese della sport economy ha meno di 50 addetti, mentre nella manifattura dei prodotti sportivi l’artigianato rappresenta il 45,5% delle imprese.

Il convegno “Cinque cerchi, mille mani”: artigiani protagonisti dei Giochi

Questi temi sono stati al centro del convegno “Cinque cerchi, mille mani. L’intelligenza artigiana nelle Olimpiadi di Milano Cortina 2026”, promosso da Confartigianato il 26 gennaio all’ADI Design Museum di Milano. Un momento di confronto che ha acceso i riflettori sul contributo spesso silenzioso, ma decisivo, degli artigiani e delle micro e piccole imprese nella realizzazione di un evento globale.

Granelli: «Dietro i Cinque Cerchi ci sono mille mani»

Ad aprire i lavori è stato Marco Granelli, Presidente di Confartigianato Imprese, che ha sottolineato come Milano-Cortina 2026 non sia solo un grande evento sportivo, ma un acceleratore di sviluppo economico e sociale.

«Dietro i Cinque Cerchi – ha evidenziato Granelli – ci sono mille mani: competenze diffuse, lavoro quotidiano e intelligenza artigiana. Le Olimpiadi attivano filiere produttive, investimenti e occupazione, valorizzando imprese che operano sui territori e che rendono possibile, concretamente, un evento di questa portata».

Massetti: «Un’opportunità per oltre 5mila imprenditori lombardi»

Su questi dati si è innestato l’intervento di Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Imprese Lombardia, che ha richiamato il primato lombardo e la dimensione territoriale dell’opportunità olimpica.

«Milano-Cortina 2026 – ha spiegato – coinvolge oltre 5mila imprenditori lombardi della sport economy. Milano è la prima provincia italiana con 2.202 imprese, seguita da Brescia e Bergamo: un segnale della forza e del radicamento del nostro sistema produttivo».

Turismo e filiere locali: la sfida della legacy

Massetti ha poi posto l’accento sul turismo come ulteriore leva di crescita. Nelle province dei comuni olimpici operano oltre 12.700 imprese artigiane in settori direttamente collegati alla domanda turistica, con quasi 24mila addetti. Dal sondaggio Confartigianato emerge che le Olimpiadi rappresentano un’opportunità per il 6% dell’artigianato, quota che sale al 23,5% tra le MPI in grado di intercettare i flussi turistici.

Un potenziale rafforzato dal fatto che, nei territori coinvolti, oltre la metà delle presenze turistiche è straniera, con effetti diretti su visibilità, attrattività economica e nuove occasioni di mercato.

Un’eredità da costruire oltre il 2026

La vera sfida, come evidenzia l’Osservatorio MPI, è trasformare Milano-Cortina 2026 in una eredità duratura per il tessuto produttivo lombardo, rafforzando le filiere locali e accompagnando le micro e piccole imprese a cogliere appieno le opportunità generate dai Giochi.

Un’Olimpiade che, oltre allo sport, parla di lavoro, territori e valore dell’intelligenza artigiana.

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