Mercato del lavoro a Pavia: saldo positivo, ma le assunzioni rallentano

9 luglio 2026

Mercato del lavoro a Pavia: saldo positivo, ma le assunzioni rallentano

Il mercato del lavoro in provincia di Pavia chiude marzo 2026 con un saldo occupazionale positivo. Gli avviamenti superano le cessazioni, ma rispetto allo stesso mese dell’anno precedente si registra una lieve flessione delle assunzioni. È quanto emerge dal Bollettino del lavoro – edizione luglio 2026 della Provincia di Pavia


Nel mese di marzo 2026 in provincia di Pavia sono stati registrati 6.242 avviamenti e 5.138 cessazioni, con un saldo occupazionale pari a 1.104 unità.

Il confronto con marzo 2025 evidenzia una diminuzione degli avviamenti dell’1,69% e una riduzione più marcata delle cessazioni, pari al 4,59%. Proprio il calo delle uscite consente al saldo finale di migliorare rispetto all’anno precedente, quando si era fermato a 964 unità.

Il dato restituisce l’immagine di un mercato del lavoro che continua a muoversi, pur dentro un quadro che invita alla prudenza. La crescita del saldo occupazionale, infatti, non deriva da un aumento delle assunzioni, ma soprattutto dalla riduzione delle cessazioni.

Contratti e settori: il peso dei servizi

La forma contrattuale più utilizzata resta il tempo determinato, con 3.298 attivazioni, pari al 52,84% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato, che raggiungono quota 1.243 e rappresentano il 19,91% degli avviamenti.

La somministrazione si attesta a 858 rapporti, pari al 13,75%. Più contenuto il peso del lavoro intermittente, con 380 avviamenti, del lavoro domestico, con 172, e dell’apprendistato, che conta 130 attivazioni.

La ripartizione per genere mostra una prevalenza della componente maschile: gli uomini rappresentano il 59,67% degli avviamenti, mentre le donne si fermano al 40,33%.

Sul piano settoriale, il comparto più dinamico resta quello del Commercio e Servizi, con 4.410 assunzioni, pari al 70,65% del totale provinciale. Seguono l’Industria, con 878 avviamenti, le Costruzioni, con 596, e l’Agricoltura, con 344.

Tra i settori ATECO con il maggior numero di avviamenti spiccano le attività manifatturiere con 872 assunzioni, il trasporto e magazzinaggio con 741, i servizi di alloggio e ristorazione con 675, l’istruzione con 610 e le costruzioni con 596.

Le professioni più richieste

Per quanto riguarda le qualifiche professionali, al primo posto si collocano le professioni non qualificate nel commercio e nei servizi, con 1.030 avviamenti.

Seguono le professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione, gli artigiani e operai specializzati dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, gli addetti alla gestione amministrativa, contabile e finanziaria e gli specialisti della formazione e della ricerca.

Tra i contratti a tempo indeterminato, la qualifica più rappresentata è quella degli addetti alla gestione amministrativa, contabile e finanziaria, con 225 avviamenti, pari al 18,10% del totale degli indeterminati. Seguono le professioni non qualificate nel commercio e nei servizi, le professioni tecniche nelle scienze della salute e della vita, gli addetti alle funzioni di segreteria e le professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione.

Nel complesso, il mercato del lavoro pavese conferma una domanda concentrata soprattutto nei servizi, nella manifattura, nella logistica, nella ristorazione e nelle costruzioni. Per le imprese, il tema resta quello delle competenze: trovare profili adeguati, formarli e trattenerli nel tempo continua a essere una delle sfide centrali per il territorio.

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