Riforma dell’artigianato: nuovi limiti e regole per crescere

Riforma dell’artigianato: nuovi limiti e regole per crescere
La riforma della legge quadro sull’artigianato compie un primo passo: il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare i provvedimenti che intervengono sull’organizzazione delle imprese. L’aumento dei limiti dimensionali è invece previsto nella bozza della legge di bilancio 2027. Le disposizioni devono ancora completare l’iter di approvazione.
Il principio è quello già emerso nel confronto sulla riforma sostenuto da Confartigianato Lombardia e ribadito all’Assemblea nazionale di Confartigianato del 28 ottobre: assumere, innovare e raggiungere nuovi mercati deve essere possibile conservando la propria identità artigiana. Ora questa prospettiva prende forma in disposizioni dedicate alla crescita e alla continuità aziendale.
Due provvedimenti per concretizzare l’obiettivo
L’aggiornamento della legge quadro n. 443 del 1985 segue due percorsi. Il decreto legislativo, attuativo della delega contenuta nella legge annuale sulle PMI, riguarda requisiti professionali, assetti societari e organizzazione territoriale. L’innalzamento dei limiti dimensionali trova invece spazio nella bozza della manovra 2027, perché richiede una copertura finanziaria. Le novità delineano nuove possibilità di crescita per le imprese, ma non sono ancora operative: occorre attendere il completamento dell’iter di approvazione e l’entrata in vigore delle relative disposizioni.
Requisiti professionali e continuità dell’impresa artigiana
Lo schema di decreto legislativo, approvato in via preliminare ma non ancora in via definitiva, prevede che, per le attività regolamentate, i requisiti tecnico-professionali possano essere posseduti anche da un collaboratore dell’imprenditore, chiamato ad assumere il ruolo di responsabile tecnico. La modifica proposta punta a evitare che un passaggio generazionale o l’avvicendamento dei soci artigiani comportino la cancellazione dell’impresa dall’Albo. Il testo prevede inoltre la possibilità di designare un responsabile tecnico temporaneo quando quello incaricato sia impossibilitato, per un periodo, a svolgere le proprie funzioni.
Sul piano societario, lo schema semplifica le regole mantenendo due principi: il governo della società deve restare ai soci artigiani che lavorano prevalentemente nel processo produttivo e il lavoro deve conservare una funzione preminente rispetto al capitale. Restano escluse le società per azioni e in accomandita per azioni.
Unità locali artigiane anche fuori dal territorio camerale
Lo schema di decreto legislativo prevede che l’impresa possa avvalersi di un massimo di tre unità locali artigiane fuori dalla circoscrizione della Camera di commercio nella quale ha sede. La previsione riconosce la possibilità di sviluppare l’attività oltre il mercato di prossimità, mantenendo la natura artigiana delle sedi interessate. Attualmente, le unità locali aperte fuori dalla circoscrizione camerale non vengono considerate artigiane.
Nuovi limiti dimensionali dopo sette anni di iscrizione all’Albo
La bozza della legge di bilancio prevede che, dopo almeno sette anni di iscrizione continuativa all’Albo, l’impresa possa crescere attraverso nuove assunzioni o acquisizioni aziendali conservando la qualifica artigiana.
I nuovi limiti dimensionali previsti dalla bozza sono di 22 dipendenti per le imprese che non lavorano in serie, elevabili a 27 se le unità aggiuntive sono apprendisti, e di 11 dipendenti per quelle che lavorano in serie, fino a 15 con la stessa condizione.
Per le lavorazioni artistiche, tradizionali e dell’abbigliamento su misura, il nuovo limite sarebbe di 38 dipendenti, elevabile a 48 se le unità aggiuntive sono apprendisti; per il trasporto di 10 dipendenti; per le costruzioni edili di 12 dipendenti, fino a 17 con la stessa condizione relativa agli apprendisti.
La bozza stabilisce che le nuove assunzioni debbano riguardare in via prioritaria gli apprendisti già in servizio nell’impresa pur non introducendo un obbligo generalizzato di assumere esclusivamente apprendisti: questa condizione è invece espressamente prevista per le unità aggiuntive che consentono di passare dai nuovi limiti di base ai massimali più elevati.
I prossimi passaggi della riforma
Lo schema di decreto dovrà acquisire i pareri parlamentari e l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, prima dell’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri. La legge di bilancio seguirà il proprio iter parlamentare.
Per le PMI, la prospettiva è poter programmare assunzioni, passaggi generazionali e sviluppo territoriale con maggiore flessibilità, preservando il ruolo del lavoro e delle competenze che caratterizza l’impresa artigiana.














