Autotrasporto, fermo sospeso dopo l’intesa col Governo

Autotrasporto, fermo sospeso dopo l’intesa col Governo
Il fermo dell’autotrasporto è stato sospeso dopo il confronto tra Governo e UNATRAS. Le misure ottenute rispondono all’emergenza carburanti e aprono una nuova fase di confronto istituzionale.
A Monza, l’Assemblea degli Autotrasportatori ha confermato il valore della rappresentanza
Il fermo nazionale dell’autotrasporto è stato sospeso. La decisione è arrivata venerdì 22 maggio al termine del confronto tra il Governo e il coordinamento UNATRAS, di cui fa parte Confartigianato Trasporti, presente all’incontro con il presidente Claudio Riva e il segretario nazionale Sergio Lo Monte. Al centro del tavolo, la crisi determinata dall’aumento eccezionale dei carburanti e la necessità di dare risposte concrete a un comparto essenziale per la continuità dei servizi logistici.
L’intesa prevede misure economiche specifiche per l’autotrasporto: un credito d’imposta per circa 300 milioni di euro, tempi certi per la compensazione del rimborso accise trimestrale entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte aziendali. Accanto agli interventi economici, sono stati concordati anche due passaggi istituzionali: l’avvio di un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica.
La sospensione del fermo viene indicata da UNATRAS come un gesto di responsabilità verso il Paese e il sistema economico nazionale, con l’impegno a monitorare la concreta attuazione dei provvedimenti e a mantenere aperto il confronto con le istituzioni. Per le imprese, ora, il punto decisivo sarà verificare che le misure annunciate trovino attuazione in tempi rapidi.
Assemblea autotrasporto a Monza: il valore della rappresentanza
Il giorno successivo all’intesa, presso la sede monzese di Confartigianato, si è svolta l’Assemblea dell’Autotrasporto promossa da UNATRAS con Confartigianato Trasporti, CNA FITA e Fai. All’incontro erano presenti oltre un centinaio di autotrasportatori, chiamati ad ascoltare quanto emerso dal confronto con il Governo e a discutere le prospettive del comparto.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di APA Confartigianato, Giovanni Mantegazza. La relazione introduttiva sull’efficacia e sul valore della rappresentanza è stata affidata al presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti. Sono poi intervenuti il senatore Massimiliano Romeo e i presidenti della categoria: Claudio Riva per Confartigianato Trasporti, Sergio Piardi per Fai e Riccardo Gervasoni per CNA Fita.
L’assemblea ha rappresentato un passaggio importante non solo per illustrare i risultati ottenuti, ma anche per raccogliere domande, osservazioni e preoccupazioni da parte delle imprese. In un settore abituato a lavorare su strada, spesso lontano dai tavoli decisionali, il confronto diretto resta una forma concreta di partecipazione e di tutela.

Osservatorio MPI: carburanti e imprese sotto pressione
Il quadro economico conferma la delicatezza del momento. Secondo l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, la crisi dello Stretto di Hormuz ha determinato un forte aumento dei prezzi energetici, con effetti immediati sui carburanti. Nelle undici settimane della crisi, il prezzo del gasolio al netto delle tasse è aumentato del 64,7% rispetto alle undici settimane precedenti, un incremento superiore al +48,3% registrato nello stesso periodo del 2022 dopo l’inizio del conflitto in Ucraina.
In Lombardia l’autotrasporto merci conta 11.652 imprese, di cui 5.754 artigiane, pari al 49,4%. A Pavia le imprese del trasporto merci sono 626, con 399 realtà artigiane: il 63,7% del totale provinciale, una delle incidenze più alte della regione. Il dato conferma come la piccola impresa abbia ancora un ruolo centrale in un settore strategico per la movimentazione delle merci e per il funzionamento quotidiano dell’economia.
Il trasporto su strada resta decisivo per la Lombardia: nel 2025 ha movimentato merci per 150 miliardi di euro, pari al 43,3% dell’interscambio regionale. L’aumento dei carburanti, quindi, non riguarda solo gli autotrasportatori, ma rischia di trasferirsi su molte filiere produttive, dall’agroalimentare all’edilizia.
Come ha sottolineato Eugenio Massetti, il confronto con il Governo ha permesso di chiedere e ottenere attenzione, responsabilità e rispetto per imprese che ogni giorno tengono in movimento l’economia. Per le PMI, la partita ora si sposta sull’attuazione concreta delle misure: perché il trasporto non è un servizio accessorio, ma una delle infrastrutture quotidiane su cui poggia il lavoro di migliaia di aziende.














