Il Valore Artigiano che costruisce il Paese: dall’Assemblea Confartigianato un’agenda per crescere

26 novembre 2025

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Il Valore Artigiano che costruisce il Paese: dall’Assemblea Confartigianato un’agenda per crescere

L’Assemblea 2025 di Confartigianato, riunita a Roma, ha messo al centro una verità che i territori conoscono bene: l’artigianato non è un capitolo marginale dell’economia italiana, ma il suo cuore pulsante. Un ruolo ancora più evidente in una fase segnata da instabilità internazionale, transizioni tecnologiche e trasformazioni profonde del lavoro.

Davanti a una platea gremita di imprenditori, delegati territoriali e rappresentanti istituzionali, il Presidente Marco Granelli ha offerto una lettura lucida del presente e una visione per il futuro, arricchita da messaggi di sostegno da parte delle più alte cariche dello Stato e dell’Unione Europea.

Una riforma che “racconta chi siamo”: legge-quadro e articolo 45 della Costituzione

Granelli ha sottolineato come, dalle parole del Capo dello Stato nell’Assemblea precedente, abbia preso forza il percorso di ammodernamento della legge-quadro sull’artigianato. Una riforma necessaria per descrivere chi è oggi l’imprenditore artigiano: figura creativa, tecnica e progettuale, non più confinata al solo lavoro manuale.

Il richiamo all’articolo 45 della Costituzione diventa così un punto cardine: riconoscere l’artigianato non solo dal punto di vista culturale ma anche giuridico, accompagnandolo nella doppia transizione digitale e green e nella riorganizzazione dei modelli produttivi.

Un contesto complesso, un tessuto produttivo resiliente

Il quadro in cui operano le micro e piccole imprese resta impegnativo: crisi energetica, rincaro delle materie prime, riorganizzazione delle catene di fornitura e nuove barriere commerciali comprimono i margini di chi produce valore.

Eppure, l’analisi dell’Ufficio Studi, presentato in Assemblea, testimonia di un tessuto produttivo che resiste e si trasforma. Cresce l’export sui mercati più dinamici; le filiere locali mostrano vitalità; nei comparti digitali e green si contano 20.000 imprese artigiane in più tra il 2019 e il 2024.

Valore Artigiano: lavoro, comunità, futuro

Il “Valore Artigiano” è il filo conduttore della relazione di Granelli: un modello che intreccia lavoro, comunità e responsabilità sociale. Le micro e piccole imprese vengono descritte come presidio contro la desertificazione dei territori e leva di legalità, anche grazie ai recenti protocolli siglati con il Ministero dell’Interno.

Sul fronte europeo, emerge la richiesta di rendere davvero operativo il principio “Think small first”, orientando il bilancio UE e le politiche comunitarie verso la centralità delle PMI.

Il tema del “Valore Artigiano” è stato approfondito nel corso dell’Assemblea da un momento di confronto, guidato dalla giornalista Rai Annalisa Bruchi, che ha visto la partecipazione del Presidente Granelli, dello chef Igles Corelli e dell’attrice e produttrice Maria Grazia Cucinotta.

Credito, energia e giovani: la sfida della nuova Artigiancassa

Tra i passaggi più significativi emerge il tema del credito. In un anno i prestiti alle piccole imprese sono diminuiti del 5%, mentre il costo dell’energia continua a rappresentare un divario competitivo rispetto alla media europea. In questo scenario, la riforma di Artigiancassa viene indicata come strumento decisivo per riportare l’accesso al credito nell’ambito dell’interesse pubblico, affiancata dal rafforzamento del Fondo di Garanzia e dei Confidi.

Accanto a questo, la questione demografica pesa sul futuro produttivo del Paese: nel 2024 oltre 93.000 giovani hanno lasciato l’Italia. L’artigianato, se sostenuto con politiche adeguate, può tornare a essere luogo di formazione, creatività e realizzazione professionale, soprattutto attraverso apprendistato e istruzione tecnica.

Fisco e burocrazia: “un fisco equo è una richiesta di civiltà”

Granelli ha dedicato un ampio passaggio alla riforma fiscale. Il carico complessivo resta elevato: pressione fiscale al 43,1% del PIL e cuneo fiscale tra i più alti d’Europa. Per Confartigianato l’obiettivo deve essere una no tax area uniforme per tutti e il superamento dell’IRAP.

Il quadro si intreccia con una necessità ormai improrogabile: quella di rendere davvero più semplice la vita delle imprese. La burocrazia continua a essere percepita come un ostacolo dal 74% degli imprenditori, mentre il carico complessivo che grava sulle aziende resta elevato, con una pressione fiscale che raggiunge il 43,1% del PIL e un cuneo fiscale al 47,1%, tra i più alti d’Europa. A questo si aggiunge un differenziale energetico ancora pesante: l’energia costa il 24,3% in più rispetto alla media dell’Unione Europea. E sul fronte delle competenze, oltre la metà delle imprese (53,5%) dichiara di incontrare difficoltà nel reperire lavoratori con adeguate competenze digitali, un divario che rischia di rallentare i processi di innovazione.

“Nel tempo dell’intelligenza artificiale, il progresso resta umano”

Uno dei momenti più emblematici dell’Assemblea è stato il richiamo a usare la tecnologia senza perdere il primato della persona. “Nel tempo dell’intelligenza artificiale, il Valore Artigiano ci ricorda che il progresso non sta negli algoritmi, ma nella capacità umana di unire tecnica e cura”.

Il progetto “Artigiani di Speranza”, nato in vista del Giubileo, testimonia questa idea di impresa come comunità e responsabilità condivisa.

I messaggi delle Istituzioni: artigiani come “beni culturali viventi”

Dalle Istituzioni arriva un coro di riconoscimento del ruolo dell’artigianato.

Papa Leone XIV richiama la cultura della solidarietà e della giustizia, sottolineando il dramma della mancanza di lavoro e assicurando la Benedizione Apostolica.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella definisce l’artigianato “patrimonio di valori e competenze”, decisivo per coesione sociale e competitività delle filiere, riconoscendo agli artigiani un ruolo centrale anche nelle aree soggette a spopolamento.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla degli imprenditori come “beni culturali viventi” e ricorda la legge annuale sulle PMI, la riforma della legge-quadro sull’artigianato, la nuova Sabatini, la ZES Unica, il ritorno di super e iper-ammortamento e la centralità della nuova Artigiancassa per colmare il divario nell’accesso al credito.

Il Ministro Adolfo Urso ribadisce che l’artigianato è “il cuore produttivo dell’Italia”, illustra il percorso del disegno di legge sulle PMI, destinato a diventare legge entro fine anno, e richiama il successo del Piano Transizione 5.0 e il lavoro sul regolamento europeo dedicato alle indicazioni geografiche dei prodotti industriali e artigianali tipici.

Il Vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto richiama la necessità di un’Europa più competitiva e coesa, fondata su semplificazione normativa, pacchetti omnibus e una politica di coesione orientata agli investimenti produttivi.

Il Ministro Francesco Lollobrigida riconosce agli artigiani di “aver tenuto in piedi l’Italia” negli anni più difficili, afferma che lo Stato deve tornare a essere alleato dell’impresa, difende il valore delle piccole dimensioni come fattore di elasticità e competitività e richiama il ruolo centrale delle scuole tecniche e professionali, annunciando anche il verdetto sulla candidatura della cucina italiana a Patrimonio Unesco.

Il futuro “non arriva da solo, si lascia chiamare”

L’Assemblea 2025 si chiude con un’immagine che unisce realismo e fiducia. In un’economia che chiede investimenti, semplificazione e politiche stabili, gli artigiani e le micro e piccole imprese restano il motore silenzioso dello sviluppo, della coesione e della qualità diffusa nel Paese.

“Il futuro non arriva da solo, si lascia chiamare”, ha concluso Granelli.
Un messaggio che racchiude lo spirito dell’incontro: se il Paese sceglierà davvero di mettere al centro il Valore Artigiano, allora il futuro potrà essere costruito con le stesse mani che, ogni giorno, tengono insieme le comunità e l’economia.

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